Home AttualitàTalamone, i Secessionisti: “Frazione abbandonata, il sindaco apra una fase di dialogo costruttivo”

Talamone, i Secessionisti: “Frazione abbandonata, il sindaco apra una fase di dialogo costruttivo”

di Redazione
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Talamone (Grosseto). «La decisione del Consiglio di Stato arrivata ieri rappresenta un punto fermo non solo sulla vicenda del porto, ma sull’intero futuro del territorio talamonese. È una pronuncia che chiude definitivamente una stagione di incertezze, forzature e scelte calate dall’alto e che impone una riflessione seria sul modo in cui Talamone è stata gestita negli ultimi anni. Dopo questo atto giuridico e politico al tempo stesso non si può semplicemente “andare avanti” come se nulla fosse accaduto. È necessario, piuttosto, un cambio di passo profondo, a cominciare dalla gestione delle spiagge, oggi maltrattate e in parte inutilizzabili, nel rapporto tra il Comune di Orbetello e Talamone, nel metodo decisionale e nelle priorità amministrative. Rivolgiamo, pertanto, un invito diretto al sindaco Andrea Casamenti: si apra una fase nuova, fatta di dialogo vero, fattivo e concreto, non di dichiarazioni di circostanza. Talamone non ha bisogno di annunci, ma di scelte condivise, trasparenti e verificabili».

Lo dichiarano i portavoce del coordinamento Secessione Talamone, Antonio Cagnacci e Maurizio Damato.

«Noi, nel frattempo, andiamo avanti per cercare di portare Talamone sotto l’amministrazione del Comune di Magliano, ma ovviamente dobbiamo ragionare su più scenari, non conoscendo gli eventuali esiti della nostra iniziativa di “secessione”. Il gioiello della Maremma, come è sotto gli occhi di tutti, oggi appare abbandonato. Le spiagge del Cannone, del Bagno delle Donne, del Bagno degli Uomini e del Leone presentano criticità evidenti sul piano della sicurezza e della manutenzione; la Rocca Aldobrandesca necessita da tempo di interventi seri di tutela e valorizzazione; mancano investimenti strutturali per iniziative turistiche, culturali e sportive; non si registrano migliorie concrete né sull’accessibilità, né sui servizi né sulla qualità complessiva dell’offerta ai cittadini e ai villeggianti. A fronte di tutto questo, gli operatori economici locali vivono una fase di crescente preoccupazione.

L’incertezza amministrativa, l’assenza di una visione e la mancanza di interventi tangibili stanno minando la fiducia di chi ogni giorno lavora, investe e tiene vivo il tessuto sociale ed economico di Talamone. La sentenza del Consiglio di Stato può e deve diventare l’occasione per ripartire su basi nuove: sicurezza del territorio, tutela dell’ambiente, sostegno alle attività esistenti, programmazione condivisa e rispetto dell’identità talamonese. Se il Comune di Orbetello saprà cogliere questa occasione, il coordinamento sarà pronto a confrontarsi senza pregiudizi. In caso contrario, continueremo a denunciare un modello di gestione che ha dimostrato tutti i suoi limiti. Talamone merita attenzione, cura e rispetto. Non più promesse, ma fatti», aggiungono i portavoce del coordinamento Secessione Talamone.

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