Follonica (Grosseto). “Abbiamo indetto una conferenza stampa per rendere pubblica l’ennesima, grave conferma di quanto denunciamo da mesi: a Follonica non siamo di fronte a singoli errori, ma a un metodo di governo che arrogante calpesta regole, istituzioni e interesse pubblico”.
A dichiararlo sono i consiglieri comunali di opposizione a Follonica Francesca Stella, Emanuele Betti, Francesco Ciompi, Mirjam Giorgieri e Andrea Pecorini.
“Con una nota ufficiale, la Prefettura di Grosseto, su conforme parere del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno, ha riconosciuto come puntuali e fondate le nostre osservazioni sulla variazione di bilancio approvata il 28 novembre scorso, affermando che l’iter di approvazione della delibera non è stato corretto e invitando l’amministrazione comunale a valutarne il ritiro in autotutela – continuano i consiglieri –. È esattamente ciò che avevamo denunciato fin da quella seduta consiliare, quando ci siamo trovati di fronte a una variazione di bilancio dichiarata ‘urgente’ senza pareri obbligatori, senza documentazione completa, senza passaggio in Commissione e senza alcun presupposto reale di urgenza. Di fronte a questa forzatura, e al rifiuto della maggioranza di fermarsi, tutti i gruppi di opposizione hanno lasciato l’aula. La delibera è stata quindi approvata esclusivamente dai consiglieri di maggioranza, che si sono assunti da soli la responsabilità politica di quell’atto”.
“Oggi questa scelta scellerata mostra tutte le sue conseguenze: circa 600.000 euro di opere e investimenti per la città di Follonica sono a rischio, non per cause esterne o imprevedibili, ma per un procedimento amministrativo sbagliato, ora formalmente censurato dalla Prefettura – sottolinea l’opposizione -. È la città a pagare il prezzo dell’arroganza e dell’inettitudine di chi governa. Questa vicenda, però, non è un caso isolato. È solo l’ultimo tassello di una lunga sequenza di disastri istituzionali che abbiamo il dovere di ricordare:
- il sindaco che, al termine di uno scrutinio segreto, ha toccato e osservato le schede votate, violando un principio fondamentale della democrazia e della Costituzione, episodio per il quale abbiamo ritenuto necessario rivolgerci non solo alla Prefettura, ma anche alla Procura della Repubblica;
- la convocazione artificiosa e immotivata di un Consiglio comunale ‘urgente’ per rimediare al caos prodotto dalla maggioranza nello stesso scrutinio segreto, quando nessuna urgenza esisteva per la nomina dei revisori;
- il tentativo di modificare unilateralmente il regolamento del Consiglio comunale, nel palese intento di ridurre il ruolo dell’assemblea e comprimere i diritti delle minoranze;
- la gestione della vicenda della residenza del sindaco, che ha prodotto un’ulteriore censura da parte della Prefettura per l’illegittima secretazione di una seduta consiliare, in violazione del principio di pubblicità e trasparenza;
- il caso della strada di Valli, dove un intero filare di alberi è stato abbattuto prima dell’approvazione degli atti, prima dell’impegno di spesa e senza una relazione tecnico-scientifica resa pubblica, su un’area peraltro sottoposta a vincolo urbanistico”.
“Tutti episodi che hanno un filo rosso evidente: l’idea che le regole siano un ostacolo, il Consiglio comunale un fastidio, la trasparenza un optional – proseguono i consiglieri –. Le responsabilità politiche di quanto sta accadendo sono chiare e non più eludibili. Ricadono sull’assessore al bilancio, sulla Giunta, sul presidente del Consiglio comunale e sul sindaco, che non solo non ha garantito il rispetto delle regole, ma è stato direttamente protagonista di alcune delle violazioni più gravi. Per dare seguito alle richieste della Prefettura, che riteniamo essere l’ultimo baluardo di presidio democratico ed istituzionale e che ringraziamo per la presa in carico delle nostre istanze, protocolleremo nei prossimi giorni una proposta di deliberazione per il ritiro in autotutela della delibera 60; quella delibera, cioè censurata dal Ministero e che variava il bilancio senza essere stata esaminata in commissione consiliare. Chiediamo che l’amministrazione fermi questa deriva istituzionale che sta danneggiando Follonica sotto ogni profilo”.
“Non è una battaglia dell’opposizione; è una battaglia per Follonica, perchè le scelte scellerate dell’amministrazione stanno danneggiando la comunità che tutti noi rappresentiamo, la dignità delle istituzioni e il futuro della città – terminano i consiglieri -. Continuare così significa sacrificare Follonica sull’altare dell’arroganza e dell’incapacità di chi oggi la governa”.

