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Turismo, Grosseto Città Aperta: “Dove finiscono i soldi dell’imposta di soggiorno?”

di Redazione
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Grosseto.Dopo cinque anni di opposizione Grosseto Città Aperta lancia “Grosseto 2027 – La città si muove”, un percorso di confronto pubblico per costruire il programma per le elezioni comunali del prossimo anno.

Un cantiere aperto per ripensare la Grosseto di domani.

Primo appuntamento sabato 20 giugno, alle 17.00, alla Fondazione Il Sole: talk tematici e tavoli di lavoro su urbanistica, cultura, politiche sociali, verde urbano, sicurezza, turismo, mobilità e altri temi. 

Uno dei talk sarà dedicato al turismo e alla destinazione delle risorse che il Comune incassa dall’imposta di soggiorno.

“L’imposta di soggiorno è un tributo locale il cui gettito dovrebbe finanziare interventi in materia di turismo. Lo prevede la legge istitutiva dell’imposta, lo recepisce il regolamento del Comune di Grosseto – spiega in una nota Grosseto Città Aperta -.Nonostante questa imposta porti ogni anno nelle casse comunali un tesoretto di oltre un milione di euro, a Grosseto la sua destinazione è avvolta nella nebbia, a dispetto di puntuali obblighi in materia di trasparenza e, aggiungiamo, a dispetto della funzione strategica di queste risorse. L’imposta di soggiorno non ha la finalità di fare semplicemente cassa, serve a realizzare la più ampia e variegata offerta possibile per le destinazioni turistiche e, insieme, a tutelare il depauperamento delle bellezze naturali e la conservazione dei beni culturali e paesaggistici.  Perché il turismo, se da un lato determina un’importante spinta per l’economia locale, dall’altro altera e incide sull’ambiente circostante”.

“Per fare questo occorre una pianificazione e una programmazione di interventi, così come è indispensabile una gestione trasparente di questo tributo, per garantire che i fondi raccolti vengano realmente reinvestiti nel miglioramento dei servizi turistici e del territorio – sottolinea il comunicato -. Quando un turista vede che la somma pagata si traduce in servizi, conservazione dei beni culturali e paesaggistici, mobilità locale, sicuramente accetta di pagare più volentieri questo balzello creando così un rapporto di fiducia tra ospiti, residenti e strutture ricettive. Se il Comune raccoglie 100 deve pubblicamente spiegare come ha speso o intende spendere quella cifra. Grosseto Città Aperta nel 2023 presentò un atto consiliare con il quale chiedeva di introdurre l’obbligo per la Giunta di consultare gli operatori del settore turistico a livello comunale prima di deliberare l’utilizzo delle risorse derivanti dall’imposta di soggiorno. La proposta venne respinta, così come non è mai stata attuata la richiesta avanzata da Grosseto Città Aperta di pubblicare sul sito istituzionale dell’ente i relativi impegni di spesa, come pur prescritto dall’articolo 2 dell’apposito regolamento comunale. Un atteggiamento che la dice lunga sull’idea di amministrazione trasparente portata avanti in questi anni da questa Giunta”.

“Sulla base delle informazioni che è stato comunque possibile acquisire nel corso dell’attività consiliare, sappiamo che l’imposta di soggiorno viene utilizzata per impieghi formalmente legittimi, ma ben lontani dalle sue vere finalità, ovvero quelle di finanziare sostenibilità e ambiente, cultura e patrimonio, promozione del territorio anche nei periodi di destagionalizzazione – prosegue il comunicato -.Pensiamo alla rievocazione di Ludovico il Bavaro, finanziata con centinaia di migliaia di euro dell’imposta di soggiorno. Se Ludovico il Bavaro venisse a farsi un giro a Grosseto e nel suo territorio, non come pericoloso assediatore ma come turista, probabilmente la penserebbe allo stesso nostro modo. Troverebbe un centro storico svuotato di quello che un tempo è stato il cuore pulsante della città, con le Mura Medicee poco fruibili e a tratti completamente abbandonate al degrado. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che è un evento che attira turisti, fa girare un po’ di economia e riempie il centro per un fine settimana nel mese di settembre. Ma poi, spenti i riflettori, tornano il vuoto e il silenzio. E l’autunno, periodo ideale per lanciare progetti di destagionalizzazione, nel frattempo è solo all’inizio”. 

“Ci domandiamo allora se queste risorse sarebbe più utile destinarle in altro modo o, meglio, trovare un giusto equilibrio tra finanziare eventi e finanziare progettualità strutturali per una effettiva accoglienza del turista – spiega Grosseto Città Aperta -. Si pensi poi che alle frazioni della costa, Marina, Principina e Alberese, che da sole producono circa l’ottanta per cento dell’imposta di soggiorno, restano solo le briciole di questi proventi, oltretutto destinati a interventi ordinari quali la pulizia dell’arenile o la sorveglianza delle spiagge libere. L’imposta di soggiorno dovrebbe servire a migliorare l’offerta turistica, non a coprire ciò che il Comune dovrebbe già assicurare con il bilancio ordinario, come la manutenzione ordinaria delle località balneari. Per non parlare di un’altra fetta dell’imposta di soggiorno che finisce in mille rivoli di microfinanziamenti per iniziative spot di soggetti privati, senza visione o organicità. Il criterio dovrebbe essere semplice: con l’imposta di soggiorno si finanziano interventi aggiuntivi, qualificanti, riconoscibili”. 

“Riportiamo l’imposta di soggiorno alla sua essenza, destinandola a interventi di scopo, come la programmazione di progetti periodici di rigenerazione e abbellimento di piazze e luoghi di aggregazione delle nostre località turistiche – continua la nota -. Oppure per promuovere un’offerta turistica integrata del territorio comunale, ad oggi inesistente sul versante pubblico e lasciata alla buona volontà e professionalità degli operatori privati. Il nostro comune vanta un contesto diversificato, ma armonico, nel quale la proposta dei borghi medievali di Montepescali, Batignano e Istia può integrarsi efficacemente con la tradizionale proposta delle località balneari, con benefici per entrambi i contesti. Noi delle idee le abbiamo e invitiamo la cittadinanza, gli operatori del settore, esperti in materia a confrontarsi con noi”.

“Da qui nasce ‘Grosseto 2027 La città si muove’, un cantiere aperto, politico e programmatico per trasformare analisi e proposte nel programma elettorale di Grosseto Città Aperta – termina l’associazione -, dedicato a chi vuole costruire una città più inclusiva, partecipata e proiettata nel futuro. Venite a costruirla con noi”.

Informazioni: grossetoaperta@gmail.com

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