Pitigliano (Grosseto). Questa mattina si è celebrata a Pitigliano la cerimonia per l’intitolazione di una via cittadina ad Antonio Santarelli, vice Brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, Medaglia d’oro al Valor Civile.
All’evento, preceduto da saluti istituzionali a cui è seguito lo scoprimento della targa marmorea dedicata ad Antonio Santarelli, hanno preso parte i familiari del militare, in particolare la vedova Claudia Francardi e il figlio Nicolò, nonché autorità civili e militari della provincia di Grosseto.
Il sindaco di Pitigliano Giovanni Gentili è intervenuto sottolineando come “la dedicazione di una via, di una strada, non significa dedicare un singolo momento alla memoria di una persona. L’intitolazione non si esaurisce con questa cerimonia. Dare un nome a una via significa affidare il nome di questa persona al futuro, alle prossime generazioni, alla storia di Pitigliano. Così sarà per via Antonio Santarelli e i nostri figli e i nostri nipoti la nomineranno e la percorreranno donando nuova vita alla figura di Antonio”.

Il Comandante provinciale Carabinieri di Grosseto, il Colonnello Sebastiano Arena, ha ricordato come il dolore della famiglia di Antonio Santarelli è condiviso dall’Arma dei Carabinieri.
L’iniziativa di intitolare una strada (che congiunge piazza Nenni alla S.R. 74) al graduato dell’Arma era partita già nel 2024, con una delibera comunale del 31 maggio, approvata all’unanimità, in cui il consesso ha voluto affidare alla memoria pubblica l’esempio di una vita spesa al servizio dello Stato e dei cittadini.
Era il 25 aprile 2011, quando il vice Brigadiere Antonio Santarelli, effettivo al Nucleo radiomobile della Compagnia Carabinieri di Pitigliano, insieme al carabiniere scelto Domenico Marino, nel corso di un posto di bloccoallestito per identificare giovani che avevano partecipato a un rave party illegale, fermava una vettura con quattro ragazzi a bordo, di cui uno, durante le operazioni, aggrediva brutalmente i militari con un palo in legno raccolto dalla strada. Nonostante l’immediata e coraggiosa reazione dei militari, il sovrintendente veniva sopraffatto dalle ferite al capo e al volto, per cui decedeva l’11 maggio 2012, mentre il collega che era con lui rimaneva gravemente ferito perdendo un occhio.


