Scarlino (Grosseto). “C’era una volta la difesa dei contribuenti scarlinesi. Purtroppo, dobbiamo registrare l’ennesimo, grave scivolone politico e amministrativo della Giunta di Scarlino, che in sede dell’ultima assemblea d’Ambito dell’Ato Toscana Sud, tenutasi lo scorso 20 maggio, ha deciso di non decidere, astenendosi su una votazione cruciale per il futuro delle nostre bollette Tari”.
A dichiararlo, in un comunicato, è il gruppo di opposizione Scarlino Futura.
“Il tema sul tavolo della discussione non era una formalità teorica, ma il voto su due emendamenti relativi al metodo di calcolo dei ‘driver’, ovvero i criteri con cui vengono spartiti i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti tra i vari Comuni – continua la nota -. Al voto c’era l’emendamento presentato da Pieve Santo Stefano, Comune cosiddetto ‘estensivo’. Una proposta che, se approvata, avrebbe scaricato ben 1,2 milioni di euro di costi aggiuntivi sulle spalle dei Comuni a forte densità e a vocazione industriale e turistica, i Comuni “‘ntensivi’. Tra questi, Scarlino”.
“Restare neutrali di fronte a un emendamento che rischiava di far schizzare la già cara Tari a livelli insostenibili per le nostre famiglie e per le nostre imprese non è diplomazia: è un’imperdonabile mancanza di coraggio e di visione, che ho già sottolineato in Consiglio comunale proprio una settimana fa in sede di discussione sul rendiconto 2025. Un Comune come il nostro aveva il dovere sacro di fare fronte comune con le realtà costiere e votare un ‘No’ convinto, sbarrando la strada a un salasso ingiustificato – dichiara Ilenia Biagiucci, consigliera del gruppo Scarlino Futura -. L’astensione della maggioranza su un atto così vincolante dimostra confusione politica e, quel che è peggio, una preoccupante superficialità nel comprendere le dinamiche dei costi dei servizi pubblici: nel momento di alzare la mano per proteggere il portafogli degli scarlinesi, l’amministrazione ha preferito guardare dall’altra parte”.

