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Follonica non dimentica: il sacrificio degli internati al centro del Giorno della Memoria

di Redazione
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Follonica (Grosseto). Questa mattina, martedì 27 gennaio, la città si è stretta attorno alla memoria dei militari follonichesi che, dopo l’8 settembre 1943, scelsero la via della Resistenza rifiutando l’arruolamento nelle file nazifasciste. La commemorazione, svoltasi davanti al palazzo comunale, è stata organizzata dalla sezione ‘V. Ranieri’ dell’Anpi in collaborazione con il Comune di Follonica e l’Isgrec.

L’evento ha visto la partecipazione di figure chiave delle istituzioni e della cultura storica locale.

Matteo Buoncristiani, sindaco di Follonica, ha portato il saluto dell’amministrazione insieme a Stefania Turini, assessore alla cultura, e ha ringraziato gli studenti per la loro partecipazione.

Laura Ticciati, vice presidente dell’Anpi ‘V. Ranieri’ di Follonica, ha ricordato il valore della scelta partigiana degli internati. “Oggi ricordiamo i cittadini di Follonica – ha affermato Laura Ticciati che vissero l’inferno dei campi di concentramento non per un destino inevitabile, ma per una precisa scelta morale. Posti davanti al bivio tra la libertà complice e la schiavitù dignitosa, scelsero la seconda. Quello degli internati militari è stato un ‘No’ silenzioso che ha gettato le basi della nostra Costituzione e della nostra democrazia”.

Ilaria Cansella, direttrice dell’Isgrec (Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea), ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento delle scuole in eventi del genere, volti a conservare e preservare la memoria storica.

Oltre alla presenza di assessori e consiglieri comunali, la mattinata è stata animata dagli studenti della classe III B “Arrigo Bugiani” dell’Istituto “Leopoldo II di Lorena”. I ragazzi, attraverso le parole di Liliana Segre e Primo Levi, hanno sottolineato l’importanza delle nuove generazioni per non dimenticare l’orrore del passato.

In particolar modo, ha lasciato il segno un’affermazione della senatrice Liliana Segre: “Scegliete sempre di non essere indifferenti: l’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È il buio che permette al male di agire indisturbato”.

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