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Il “Grifone d’Oro” 2016 va alla comunità di Nomadelfia

di Redazione
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Il Consiglio Direttivo della Proloco di Grosseto, presieduto da Umberto Carini, si è riunito oggi nell’ufficio del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e ha votato insieme a loro, il prossimo “Grifone d’Oro”.

Quest’anno la scelta è caduta sulla Comunità di Nomadelfia, una realtà su cui la Proloco aveva posto l’attenzione da molto tempo, tanto che già nel 1994 le aveva assegnato il Premio al Volontariato.

Una comunità storica, quella di Nomadelfia, unica in Italia, fondata da Don Zeno Saltini, che diventato sacerdote accolse con sé un giovane appena uscito dal carcere e che ha realizzato l’ideale della fraternità nel mondo di oggi.

Da allora, quasi cinquemila figli sono stati accolti dalle famiglie di Nomadelfia.

In un periodo storico, dunque, in cui l’accoglienza e l’integrazione appaiono concetti di difficile realizzazione, alle porte di Grosseto continua a vivere e progredire una comunità autosufficiente, dedita alla condivisione secondo i valori cattolici e mai in conflitto con la comunità cittadina. Anzi, spesso viene portata come esempio in tutta Italia.

Nomadelfia, come dice lo slogan stesso, è una proposta di fede e di amore: amore nell’accogliere e crescere come figli propri quei ragazzi, quelle vite, che qualcuno ha ripudiato e che hanno trovato casa e conforto a Nomadelfia; fede come quella nei valori cristiani, praticati in questo luogo in cui le madri lo sono per vocazione e sono gelose custodi del bene più sacro che esiste: la vita. Recentemente è venuta a mancare Irene Bertoni che di figli ne ha avuti addirittura 54.

A Nomadelfia tutti i beni sono in comune, non esiste proprietà privata e non circola denaro.

Celebri gli spettacoli itineranti in tutta Italia dei Nomadelfi, particolarmente intensi nel 2015, tendenti a far conoscere l’opera della Comunità, così come il musical di successo “I ragazzi di don Zeno” che ha lasciato un segno di rinnovata speranza per il futuro della nostra terra.

Il Grifone sarà consegnato dal presidente della Proloco, Umberto Carini, al Presidente della Comunità, Francesco Materazzo, alla presenza del sindaco Vivarelli Colonna la sera del 10 agosto in piazza Dante, di fronte alle autorità e alla cittadinanza, in occasione delle celebrazioni del Patrono di Grosseto, San Lorenzo, nell’intervallo del concerto eseguito dall’orchestra Città di Grosseto.

L’anno passato il Grifone d’Oro era stato assegnato a Irio Tommasini, fondatore dell’omonima azienda cittadina produttrice di prestigiose biciclette.

Il commento del vescovo Rodolfo

“La Chiesa di Grosseto gioisce per la scelta di assegnare il Grifone d’Oro, massimo riconoscimento della città, alla comunità di Nomadelfia – dichiara il vescovo Rodolfo -. E’ un premio che diventa impegno comune perché i valori che, fin dal suo insediamento a Grosseto, la comunità fondata da don Zeno Saltini ha offerto a tutti, siano davvero un patrimonio che costruisce il territorio”.

“Nomadelfia è la comunità dove la norma di vita è l’amore fraterno, che si realizza in una forma evangelica di vita insieme, di apertura e di accoglienza di quelle periferie esistenziali che papa Francesco ci indica continuamente come l’orizzonte entro il quale scorgere i volti dell’umanità ferita verso cui esercitare la compassione – spiega Monsignor Cetoloni -. Nomadelfia, altresì, è la comunità che ci propone uno stile nuovo nel vivere la dimensione familiare, come rete di relazioni resistenti, feconde, capaci di attraversare le generazioni in una logica di solidale condivisione delle diverse fasi della vita.  Nomadelfia, infine, è la comunità che propone anche un modello educativo capace di prendersi cura della persona nella sua integralità: intelligenza, cuore, sensibilità, competenze, relazionalità”.

“Negli anni il rapporto tra Nomadelfia e il territorio è sempre stato improntato all’amicizia, alla simpatia, al sostegno, ma il premio del Grifone d’Oro, che verrà ufficialmente consegnato la sera del 10 agosto, a conclusione delle celebrazioni del nostro patrono san Lorenzo, deve generare nuovo impegno da parte di tutti, affinché la proposta di Nomadelfia diventi stile per questa terra. Siamo anche noi attraversati da fatiche, difficoltà, sentimenti di paura, di diffidenza, a volte di indifferenza: il Grifone d’Oro a Nomadelfia ci dice, invece, che c’è un’altra strada che tutti insieme, stimolati dalla comunità fondata da don Zeno, possiamo imboccare – conclude il vescovo Rodolfo -. E’ quella della fraternità senza riserve, in cui al centro c’è sempre l’altro con la sua dignità, il suo vissuto, il suo portato di esperienza, di doni, di talenti e di fragilità, da assumere come doni e fragilità di tutti. Mi auguro davvero che questo premio susciti nella nostra comunità un bisogno di riflessione ulteriore”.

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