“La scuola pubblica statale è un diritto costituzionale sostenuto dalla fiscalità generale. Ciò significa che la scuola dell’obbligo è gratuita e che spetta allo Stato garantirne gli adeguati sovvenzionamenti per un efficace funzionamento”.
A dichiararlo è Giuseppe Follino, dell’esecutivo provinciale Cobas Scuola Grosseto.
“La tassa di iscrizione, obbligatoria, è prevista solo per gli ultimi due anni di scuola superiore, ovvero successivamente al completamento dell’obbligo scolastico di dieci anni di studio – spiega Follino -. Proprio per le difficoltà in cui versano le nostre scuole, i Cobas della scuola ritengono importante che tra le scuole e le famiglie si crei un clima di collaborazione, che però rischia di essere minata se non accompagnata dalla dovuta trasparenza”.
“Auspichiamo dunque che i dirigenti scolastici applichino integralmente la normativa sui contributi volontari così come prescrive lo stesso Miur – continua l’esponente dei Cobas -:
- le scuole devono essere molto chiare sulla ‘volontarietà’ del contributo che non deve essere assolutamente confusa con qualsivoglia tassa. Ancora più grave il comportamento delle scuole che leghino l’iscrizione al versamento del contributo;
- le scuole devono debitamente informare le famiglie che tale versamento è fiscalmente detraibile;
- le scuole devono preliminarmente informare le famiglie sulla destinazione di tali soldi, in modo che i genitori abbiano elementi di scelta per decidere se versare o meno il contributo; in ogni caso, la normativa prevede che siano destinati esclusivamente a innovazione tecnologica, edilizia scolastica e ampliamento dell’offerta formativa, tutte attività che ricadono direttamente sugli studenti;
- le scuole infine, e ciò è decisivo, devono fare una rendicontazione chiara, pubblica ed esaustiva dell’utilizzo di tali cifre; tale rendicontazione non può essere soltanto la disponibilità a fornire informazioni qualora qualche genitore le avanzasse e nemmeno esaurirsi nella messa a disposizione del bilancio, come tutti sanno di non facile lettura;
- i contributi, quindi, non possono essere riscossi mettendo in atto piccole furbizie: poca trasparenza sulla loro non obbligatorietà, confusione tra i termini ‘tassa’ e ‘contributo volontario’, quota unica per contributo, assicurazione e, in talune scuole, diario scolastico, poca trasparenza nell’utilizzo dei soldi ricevuti, mancato utilizzo per le finalità previste dalla legge. Inoltre, moltissime scuole chiedono anche l’iscrizione alle classi successive alla prima, che dovrebbe essere automatico, un adempimento del tutto inutile, che aggrava il lavoro già pesante delle segreterie e assolutamente non richiesto dalla legge (che anzi spinge da anni per la dematerializzazione per evitare sprechi di carta), tanto che viene il dubbio che l’unica finalità dello stesso sia proprio la riscossione del contributo;
- le scuole non sono autorizzate a mettere nuove tasse nei confronti della popolazione e possono solo richiedere un contributo spese, ma solo per gli studenti fuori dall’obbligo scolastico;
- per questo i Cobas della scuola solidarizzano con la denuncia che anche i dirigenti della nostra provincia hanno espresso nei confronti del Miur per gli scarsi finanziamenti e li invitiamo però ad applicare interamente la normativa sui contributi volontari, in modo che l’asse scuola-famiglia ne possa uscire rinforzato;
- i Cobas della scuola, inoltre, invitano tutti i genitori rappresentanti nei consigli di istituto ad informarsi e a farsi portavoce della più che legittima richiesta di trasparenza sui contributi volontari che sempre più avanza da parte delle famiglie”.

