Martedì 23 giugno, alle 17, in piazza Socci, i sindacati Cisl – Scuola, Cobas della scuola, Gilda –Unams e Uil – Scuola hanno indetto un presidio unitario per protestare contro la riforma della scuola decisa dal Governo Renzi.
“Molti avevano preso sul serio l’annuncio di resa sul Ddl ‘cattiva scuola’ e la contemporanea, puerile vendetta contro i precari, fatta da Renzi in pompa magna a ‘Porta a porta’ martedì sera – dichiarano Giuseppe Follino, portavoce Cobas scuola di Grosseto e Barbara Del Dottore, coordinatrice di Gilda-Unams di Grosseto -. Solo 24 ore dopo il precedente e solenne annuncio, con la massima cialtroneria, improvvisazione, superficialità e con giravolte altrove impresentabili, Renzi, auto-smentendosi e spiazzando ulteriormente la sua corte politica e massmediatica, ha cambiato rotta a 180 gradi e deciso di tentare la rianimazione in extremis del suo moribondo e unanimemente inviso, a chiunque abbia a cuore le sorti della scuola pubblica, disegno di legge.
Martedì 23, a meno di ulteriori capriole, Renzi presenterà un ‘maxiemendamento’ in Commissione cultura e probabilmente cercherà addirittura di evitare il voto, trasferendo direttamente il Ddl-zombie in Aula e forse ricorrendo dittatorialmente al voto di fiducia”.
“Se Renzi aveva sperato che il suo ricatto ‘o Ddl o niente assunzioni’ avrebbe funzionato e paralizzato l’enorme movimento di protesta, ha potuto verificare che è successo esattamente l’opposto: il movimento non va in vacanza, sta riuscendo addirittura a rafforzare ulteriormente la protesta ed è oramai in piazza senza soste, il 17 in decine di città (su tutte la manifestazione a Roma, con la folta presenza di senatori anti-Ddl), e lo stesso il 18 e il 19. Per i docenti è intollerabile perdere la libertà di insegnamento, essere giudicati da colleghi o presidi che non hanno alcun titolo più di loro, essere assunti e licenziati a insindacabile giudizio di un preside-padrone, ricevere premi o punizioni in base alla fedeltà al ‘padrone’ e al suo staff – continuano Follino e Del Dottore – . Altrettanto intollerabili le deleghe in bianco, che di fatto annullerebbero l’esistenza di un contratto peraltro non rinnovato da troppo tempo, ad un Governo che ha già dimostrato di non capire come funziona il sistema scolastico.
E che l’assunzione stabile dei precari non è una concessione del governo, ma un dovere assoluto verso docenti ed Ata precari che lavorano nella scuola da lungo tempo e che ogni anno vengono assunti e licenziati: ad essi/e va resa giustizia sulla base della sentenza della Corte europea che ne ha richiesto la stabilizzazione dopo 36 mesi di lavoro; e dunque è inderogabile un decreto che non solo confermi la stabilizzazione dei centomila annunciatim ma anche un piano, al massimo triennale, di assunzione stabile di tutti gli altri docenti ed Ata che hanno i requisiti citati dalla Corte di giustizia europea. Il punto culminante della protesta sarà il 23 giugno con manifestazioni unitarie in tutte le città d’Italia”.

