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Dalla Siria a Grosseto: la testimonianza di fra Ibrahim Alsabagh

di Cristina Zammataro
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In occasione della visita a Grosseto di fra Ibrahim Alsabagh, frate minore francescano della Custodia di Terra Santa e parroco, da novembre, della comunità latina di Aleppo, in Siria, il vescovo Rodolfo ha desiderato costruire una serie di iniziative di preghiera, di sensibilizzazione, di conoscenza, di condivisione fattiva.

Dopo la veglia di preghiera – incontro – testimonianza di ieri sera, questa mattina, il frate ha incontrato prima le istituzioni poi la stampa locale.

«La situazione è drammatica – racconta fra Ibrahim Alsabagh – . L’essenziale non c’è: mancano l’acqua, gli alimenti, i prezzi sono alle stelle ed i mezzi di morte, come le armi chimiche, arrivano dal cielo soprattutto di notte, quando la gente dorme e non ha nemmeno modo di accorgersi di ciò che sta succedendo e di scappare.

C’è molta sofferenza ad Aleppo – prosegue il frate -. L’ultimo periodo in particolare è stato caratterizzato da un’escalation di terrore per il susseguirsi di bombardamenti, come quelli del 10 ed 11 aprile».

«Chi volesse aiutare Aleppo può farlo innanzitutto con la preghiera – aggiunge Ibrahim – , in secondo luogo con aiuti concreti. Siamo davvero senza parole – conclude – davanti al silenzio dell’Occidente e davanti al fatto che il flusso delle armi non venga interrotto. Quando un siriano parte sa che potrebbe andare incontro alla morte, ma ciò non lo ferma perché restando nel suo paese va incontro ad una morte certa».

Le parrocchie della diocesi di Grosseto domenica 3 maggio faranno una colletta per Aleppo, mentre questa sera alle 21 in Cattedrale la corale Puccini offrirà una ‘Notte di note per Aleppo’ a questo scopo.

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