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Lav Grosseto dà mandato ai legali di valutare querela a Rabazzi di Cia

di Redazione
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La LAV di Grosseto, con il sostegno del proprio Consiglio Direttivo nazionale, ha dato mandato ai legali dell’associazione di valutare la presentazione urgente di una querela contro il presidente della CIA Grosseto, Enrico Rabazzi che, come riportato da alcuni siti web, ha commentato il comunicato stampa dell’associazione in merito alle responsabilità dei cani vaganti negli attacchi alle greggi dichiarando testualmente: “La Lav continua a raccontare menzogne. Ciò che la Lav sostiene è falso e tendenzioso”.

Rispetto alle responsabilità dei cani vaganti negli attacchi alle greggi la LAV precisa ancora una volta che il proprio comunicato diffuso l’8 ottobre riportava testualmente brani del verbale dell’incontro del Tavolo tecnico randagismo del 25 settembre scorso, coordinato dalla Provincia di Grosseto e tenutosi nei locali della Provincia stessa, così come affermazioni e dati di funzionari della Provincia e non della LAV medesima o di altri: “Il fatto che le gabbie non producano catture e che al contempo non si verifichino attacchi nelle medesime zone indicherebbe che la maggior parte degli attacchi nelle zone interessate sono effettuati da cani vaganti di proprietà, i cui proprietari li controllano più accuratamente al momento in cui sono a conoscenza della presenza delle gabbie stesse”.

Per quanto riguarda i dati sulle aziende zootecniche che hanno dichiarato di aver subito attacchi da cani delle aziende vicine, anche in questo caso il numero è quello riferito dalla Provincia nella medesima riunione e non dalla LAV (25 aziende su 58 intervistate, ovvero il 43%).

“Si tratta di dati la cui veridicità non è in dubbio, a meno che non si vogliano contestare i rilevamenti della Provincia stessa  – afferma la LAV – e che devono far riflettere sul modo in cui approcciamo il problema predazioni, senza negare che in alcuni casi è possibile che gli attacchi vengano da lupi o ibridi, ma focalizzandoci su quello che sta emergendo come il vero fulcro del problema sul quale possiamo concretamente intervenire, ovvero il vagantismo di cani di proprietà, forse in parte riconducibili alle stesse aziende zootecniche”.

La Provincia di Grosseto, in una precisazione uscita ieri a seguito del comunicato LAV, ha ribadito peraltro quanto la LAV ha diffuso: “È relativamente alla popolazione di cani vaganti o comunque non custoditi che in concreto si possono mettere in campo azioni utili a limitare il vagare dei cani stessi, gli attacchi alle greggi e le possibilità di incrocio con il lupo incrementando ulteriormente le popolazioni di ibridi. I risultati delle catture con le gabbie hanno evidenziato che in molte situazioni probabilmente l’attacco alle greggi è stato portato da parte di cani padronali”.

La Provincia ha anche sottolineato come sia altrettanto vero che in alcune realtà le fototrappole hanno riscontrato la presenza di lupi o ibridi e che gli attacchi non sono cessati – prosegue la LAV – ma ciò non sposta il problema della attribuzione ai cani vaganti di un gran numero di attacchi, anche in quanto in concreto, come scrive la stessa Provincia, sul lupo sono molto poche le attività che possono essere attuate, tenuto conto della normativa vigente che fortunatamente lo include tra le specie particolarmente protette, mentre relativamente agli ibridi si sta attuando un piano di cattura sperimentale che nonostante un dispendio finanziario importante ha prodotto la cattura di soli dieci cuccioli”.

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