Talamone (Grosseto). «La candidatura del sindaco di Orbetello, Andrea Casamenti, alle elezioni di secondo livello per il rinnovo del presidente e del Consiglio provinciale di Grosseto, in programma il prossimo 15 marzo, suscita più di una perplessità nella comunità di Talamone e anche in quella di Fonteblanda. Non si tratta di una polemica pregiudiziale, né di una contrapposizione personale, ma della constatazione di un dato politico evidente: mentre i problemi delle frazioni e delle periferie del Comune di Orbetello restano irrisolti, il primo cittadino sembra guardare sempre più verso nuovi incarichi e nuove poltrone. E l’eventuale elezione a presidente della Provincia di Grosseto, va sottolineato, potrebbe garantire a Casamenti uno stipendio annuo aggiuntivo di quasi 70mila euro: l’indennità stabilita per quella carica, infatti, è pari a 67.896 euro, come stabilito dalla determina del 9 gennaio 2026 della Provincia, e si somma alla “retribuzione” da sindaco. Tutto questo, mentre negli ultimi anni la distanza tra l’amministrazione comunale e i territori di Talamone e Fonteblanda è apparsa sempre più marcata.
Le criticità segnalate più volte dai cittadini e dagli operatori economici, dal degrado di alcune aree pubbliche alla mancanza di interventi strutturali, dalla sicurezza delle spiagge alla carenza di investimenti per il turismo, sono rimaste in gran parte senza risposte concrete. Lo stesso vale per la gestione di vicende delicate come quella del porto di Talamone, che ha generato tensioni e contenziosi, fino alla clamorosa bocciatura da parte del Tar della procedura avviata dal Comune per la trasformazione dell’approdo in porto turistico. Come potrà, Casamenti, fare il presidente della Provincia, che ha una popolazione complessiva di 213.912 abitanti, visti i pessimi risultati a Orbetello, i cui cittadini sono 14.352?».
È quanto dichiarano i portavoce del coordinamento Secessione Talamone, Antonio Cagnacci e Maurizio Damato.
«Non è questa la sede per riaprire tutte le questioni aperte, ma è evidente che la comunità talamonese continua a sentirsi trascurata, nonostante il valore strategico che il borgo rappresenta per il turismo e per l’identità della Maremma – continuano i portavoce . A ciò si aggiungono le criticità che riguardano Fonteblanda, dove da tempo cittadini e operatori lamentano una carenza di attenzione su infrastrutture, decoro urbano e servizi essenziali. In questo contesto, la scelta del sindaco di candidarsi a un incarico provinciale appare quantomeno inopportuna. Da un lato, rappresenta l’ennesimo segnale di allontanamento dalle esigenze quotidiane del territorio; dall’altro, lascia trasparire una certa predilezione per gli incarichi e le dinamiche di palazzo, mentre la comunità avrebbe bisogno di una guida amministrativa pienamente concentrata sui problemi locali. C’è poi un aspetto ancora più concreto: qualora Andrea Casamenti venisse eletto alla Provincia, l’intera area orbetellana rischierebbe di restare ulteriormente priva della presenza quotidiana e dell’attenzione del suo primo cittadino.
Un territorio complesso, articolato e ricco di frazioni non può permettersi un sindaco inevitabilmente assorbito da un incarico istituzionale ulteriore. Per Talamone e Fonteblanda, due realtà che negli ultimi mesi hanno maturato una crescente consapevolezza delle proprie difficoltà amministrative e delle proprie aspirazioni, la priorità resta una sola: tornare al centro dell’azione pubblica. È su questo terreno che si misurerà la credibilità di chi governa oggi e di chi aspira a rappresentare questo territorio domani. Il coordinamento Secessione Talamone che guarda con favore, assieme agli abitanti di Fonteblanda, al trasferimento delle due frazioni sotto il Comune di Magliano in Toscana, continuerà a vigilare affinché le esigenze delle comunità locali non vengano sacrificate sull’altare delle ambizioni politiche. I nostri territori non sono pedine da utilizzare nelle dinamiche istituzionali, ma comunità vive che chiedono rispetto, attenzione e amministrazione quotidiana».

