Capalbio (Grosseto). Un momento di incontro e di confronto per ricordare le vittime dell’Olocausto. Al Nuovo cinema Tirreno di Borgo Carige si è svolto stamani l’incontro con lo scrittore Mario Pacifici, autore di “La porta aperta”, edito da Gallucci editore.
“È sempre emozionante – ha dichiarato il sindaco Gianfranco Chelini – vedere la sala del Nuovo cinema Tirreno con così tanti giovani. E da loro dobbiamo ripartire e investire, cercando di costruire una società migliore, basata su valori sani e condivisi. Incontri di questo tipo, dunque, sono molto importanti perché permettono ai giovani di riflettere e conoscere, favorendo così la loro crescita personale”.
“In un momento in cui le divisioni e i conflitti – ha detto l’assessore all’istruzione, Patrizia Puccini – colpiscono la comunità mondiale, è fondamentale promuovere valori come la memoria, la solidarietà e il rispetto reciproco. Abbiamo pensato un evento in cui gli studenti fossero al centro dell’iniziativa, valorizzando il dialogo e il confronto. Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell’incontro, come la dirigente scolastica, Francesca Iovenitti, le insegnanti, l’autore Mario Pacifici e Andrea Zagami dell’associazione ‘Il piacere di leggere'”.
Mario Pacifici, nell’arco degli anni, si è occupato molto della memoria, ambientando storicamente le sue narrazioni, come in “Daniel il matto”, un romanzo storico a episodi ambientato nel ghetto di Roma del XVIII secolo; “La pedina” e “Rachele Giuditta”, una saga avventurosa di una famiglia ebrea, negli anni compresi fra il 1820 e il 1848; “Una cosa da niente”, una raccolta di dodici racconti sulle leggi razziali del 1938 e “La porta aperta”, la vera storia di Ferdinando Natoni, Giusto tra le nazioni, e di come la mattina del 16 ottobre 1943 ha salvato Marina e Mirella Limentani dal rastrellamento del quartiere ebraico di Roma.
“La porta aperta”
16 ottobre 1943, rastrellamento degli ebrei romani. Nel cuore della capitale, due gemelle inseparabili sfuggono alla tragedia della deportazione grazie a un aiuto che non si sarebbero mai aspettate. Nei momenti difficili scegliere il bene o il male può cambiare il destino di una persona e del mondo. Questa è la storia vera di un uomo che stava con i malvagi, ma nell’istante decisivo dimostrò coraggio e umanità. Il 14 novembre 1994 lo Yad Vashem di Gerusalemme, l’Ente per la Memoria della Shoah, ha riconosciuto a Ferdinando Natoni il titolo di Giusto tra le nazioni.
All’incontro, promosso dall’istituto comprensivo di Capalbio in collaborazione con l’amministrazione comunale e l’associazione “Il piacere di leggere”, hanno partecipato tutte le classi della scuola secondaria di primo grado e alcune della scuola primaria di Capalbio capoluogo e di Capalbio Scalo che hanno avuto un confronto con l’autore Pacifici.
“La giornata di oggi – ha commentato la dirigente scolastica, Francesca Iovenitti – è stata un’occasione preziosa per i ragazzi, dato che hanno potuto misurarsi con un evento significativo mediato dall’opera di Pacifici. Una celebrazione utile non solo per capire ciò che è accaduto, ma anche per comprendere che cosa possiamo fare affinché non accada mai più. Il libro di Pacifici, infatti, ha insegnato agli studenti che le porte, rimaste per lo più chiuse durante la Shoah, sono anche decisioni, responsabilità e atti di coscienza. Ringrazio il sindaco Gianfranco Chelini, l’assessore Patrizia Puccini, Andrea Zagami e l’associazione ‘Il piacere di leggere”, le insegnanti e i ragazzi per l’evento di oggi”.

