Talamone (Grosseto). «Il Comune di Orbetello alza la voce per difendere Albinia, ma continua a dimenticare Talamone, che nel silenzio generale ha perso la guardia medica. È una scelta grave, miope e profondamente ingiusta. La guardia medica non è un servizio marginale e non riguarda soltanto i poco più di 200 residenti del gioiello della Maremma. È fondamentale soprattutto nei mesi estivi, quando Talamone viene letteralmente invasa da migliaia di turisti, diportisti, sportivi, famiglie e anziani. In quei periodi la popolazione reale si moltiplica e il rischio sanitario aumenta in modo esponenziale. A rendere la situazione ancora più paradossale e pericolosa è il fatto che a Talamone è presente un defibrillatore, ma non c’è personale sanitario stabile in grado di utilizzarlo. Un simbolo drammatico di una dimostrazione solo formale di sicurezza: l’apparecchio c’è, ma il presidio umano no. In caso di emergenza, questo può fare la differenza tra la vita e la morte».
Lo dichiara il coordinamento Secessione Talamone, commentando la vicenda dello spostamento del servizio di continuità assistenziale sia da Albinia sia da Talamone.
«È inaccettabile che l’amministrazione orbetellana intervenga con fermezza quando si parla di Albinia e resti invece silente o passivo quando a essere colpita è Talamone. Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. La tutela della salute deve essere uniforme, soprattutto nei territori turistici che contribuiscono in modo significativo all’economia locale. Questa situazione è rischiosa, irresponsabile e politicamente insostenibile. Ancora una volta, Talamone viene trattata come una periferia sacrificabile. È anche per questo che la battaglia per l’autodeterminazione amministrativa del nostro territorio non è una provocazione, ma una necessità», osserva il coordinamento Secessione Talamone.

