Home GrossetoTermine responsabile della segreteria di Marras, Minucci: “Nomina inopportuna dal valore di 130mila euro”

Termine responsabile della segreteria di Marras, Minucci: “Nomina inopportuna dal valore di 130mila euro”

Il consigliere regionale: "In Toscana vige ancora il meccanismo della "tessera giusta"

di Redazione
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Grosseto. “La nomina del segretario provinciale del Partito Democratico, nonché sindaco del comune di Monterotondo Marittimo, Giacomo Termine a responsabile della segreteria dell’assessore Marras, per un incarico dal valore complessivo di circa 130mila euro l’anno, rappresenta una scelta politicamente e istituzionalmente inopportuna, ma anche un vero e proprio schiaffo nei confronti dei cittadini maremmani”.

A dichiararlo è Luca Minucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

“Ancora una volta la sinistra toscana dimostra che, quando si tratta di assegnare incarichi ben retribuiti, il criterio fondamentale di scelta è l’appartenenza politica, anche nel caso in cui il soggetto in questione è un primo cittadino al terzo mandato e, al contempo, un dipendente in aspettativa di un altro Comune governato dalla sinistra – sottolinea Minucci -. Insomma, un’insaziabilità di ruoli ed incarichi che non si ferma nemmeno di fronte all’evidente rischio di scarsa imparzialità nei casi, ad esempio, di bandi o misure finanziarie regionali che potrebbero interessare il Comune di cui il Capo di Gabinetto indicato dall’assessore Marras è sindaco. Sul tema dell’imparzialità vigileremo con la massima attenzione”.

“Nel frattempo, è innegabile il fatto che, mentre alla Maremma vengono negate le stesse possibilità di sviluppo riservate al Nord della Toscana, i suoi rappresentanti della sinistra si riservono incarichi da 130mila euro annui.  Da una parte non stupisce: alla fine il sistema della sinistra toscana è da sempre basato sul meccanismo della ‘tessera giusta’ che, purtroppo, nemmeno i dirigenti più giovani ed ambiziosi sembrano voler smantellare – conclude Minucci -. La sinistra predica meritocrazia e trasparenza, ma nei fatti continua a gestire la Regione come una struttura di partito, dove gli incarichi diventano strumenti di compensazione interna. In altre parole, la Regione Toscana non può continuare ad essere utilizzata come ufficio di collocamento per dirigenti del Pd, né come strumento per rafforzare equilibri di partito con risorse pubbliche”.

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