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Guardie giurate e addetti alla sicurezza in sciopero: presidio davanti alla sede dei Ranger

"Basta prese in giro, vogliamo diritti e buoni pasto"

di Redazione
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Grosseto. Oggi le guardie giurate e gli addetti ai servizi di sicurezza hanno scioperato in tutta la Toscana nell’ambito della mobilitazione regionale proclamata da Filcams Cgil e UilTucs Toscana.

“Una protesta forte e determinata contro l’atteggiamento irresponsabile delle associazioni datoriali – si legge in una nota dei sindacati, che continuano a sottrarsi a un vero confronto per la sottoscrizione di un contratto integrativo regionale unico. I territori di Grosseto e Siena hanno dato vita a un presidio unitario davanti alla sede Ranger di Siena, unendo lavoratrici e lavoratori per rivendicare con forza ciò che da troppo tempo viene negato: diritti, rispetto e condizioni di lavoro dignitose”.

Alla manifestazione hanno partecipato, per la UilTucs Toscana: Johnny Galeotti, responsabile dell’area di Siena; Alfonso Vennera, funzionario sindacale dell’area di Siena, Dorsaf Oueslati, responsabile dell’area di Grosseto, insieme a numerosi lavoratori e lavoratrici stanchi di subire silenzi, rinvii e giustificazioni pretestuose.

Siamo arrivati al limite – dichiarano –. Dopo mesi di scioperi e mobilitazioni, continuiamo a ricevere solo chiusure e nessuna reale disponibilità alla trattativa. È una mancanza di rispetto verso chi ogni giorno garantisce la sicurezza di cittadini, imprese e istituzioni”.

“Il settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza svolge una funzione essenziale per la collettività, ma continua a essere trattato come un comparto marginale –  prosegue il comunicato -. Le lavoratrici e i lavoratori sono sottoposti a turni gravosi, carichi di responsabilità elevatissimi e retribuzioni inadeguate, condizioni che non possono e non devono essere considerate la normalità. È inaccettabile che nel 2025 si sia ancora costretti a rivendicare il riconoscimento di strumenti minimi di tutela, come i buoni pasto, indispensabili per chi presta servizio per molte ore lontano da casa, spesso in contesti operativi difficili e disagiati”.

“Non chiediamo privilegi – concludono i sindacalisti –, ma un trattamento giusto, corretto ed equo per tutti. Vogliamo un contratto integrativo regionale che metta fine alle disparità e riconosca finalmente il valore del nostro lavoro. La protesta di oggi non è un punto di arrivo, ma un avvertimento chiaro: senza risposte immediate e senza l’apertura di una trattativa vera, la mobilitazione continuerà e si intensificherà. La dignità del lavoro non è negoziabile”.

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