Home Follonica“Raccontiamo il territorio”: classe maremmana riceve “Menzione d’onore” dal Fai

“Raccontiamo il territorio”: classe maremmana riceve “Menzione d’onore” dal Fai

L’elaborato è stato premiato per l’originalità, la creatività e la cura con le quali è stato realizzato

di Redazione
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Follonica (Grosseto). La classe IV A della scuola primaria “B. Buozzi” dell’Istituto comprensivo “Leopoldo II di Lorena” di Follonica ha ricevuto una delle due “Menzione d’onore”, concesse dal Fai per la scuola primaria, per aver partecipato al concorso “Raccontiamo il territorio: nuove narrazioni”, dove più di mille beni culturali e paesaggistici italiani sono stati illustrati dalle scuole di tutto il territorio nazionale.

L’elaborato è stato premiato per l’originalità, la creatività e la cura con le quali è stato realizzato e per il percorso di scoperta, rigore scientifico e collaborazione che la classe ha intrapreso per arrivare al prodotto finale dal titolo: A caccia di orizzonti sul golfo di Follonica: l’orizzonte terrestre”.

Il progetto

Per prima cosa, dopo una discussione collettiva, i ragazzi sono arrivati ad una definizione condivisa dell’orizzonte e poi sono andati diverse volte sulla spiaggia ad osservare. Per individuare l’orizzonte, lo hanno seguito con l’indice puntato della mano, con l’occhiello fatto con le punte del pollice e dell’indice e, infine, con piccolo binocolo di carta. I bambini sono partiti da quello sul mare, che era quello conosciuto dai ragazzi, per poi salire sulle colline, ondeggiare sulle chiome degli alberi, zigzagare sui tetti delle case, discendere sulla pianura e sulla palude, risalire sui promontori, riabbassarsi sul mare e risalire sulle isole senza soluzione di continuità, mentre il braccio si alzava e si abbassava e il corpo ruotava di 360°.

Quindi, è stato proposto loro di disegnare su un foglio la linea individuata: rappresentare la realtà tridimensionale sulle due dimensioni del foglio.

Qui è sorto il primo problema: tutti disegnano tutto? No, ognuno disegna una parte. Allora i ragazzi si sono messi a cerchio, con le spalle rivolte all’interno e il viso verso lo spazio aperto.

Ma quale porzione disegnare per ciascuno? Con un disegno geometrico riportato sulla sabbia hanno stabilito quali parte spettava ad ognuno.

Da quale altezza del foglio partire per disegnare l’orizzonte nei suoi movimenti? Tutti hanno disegnato, ad un’altezza scelta in modo arbitrario, la linea dell’orizzonte sul mare, la partenza è stata questa. Il primo disegno è stato quello dell’orizzonte sul mare. Poi hanno proseguito verso sinistra, un disegno alla volta, seguendo la linea conosciuta, un disegno dopo l’altro, stando attenti ad iniziare dove finiva il compagno.

In classe si sono messi a cerchio e hanno mantenuto la stessa posizione che avevano sulla spiaggia, hanno disegnato anche quello che c’è sotto la linea, arricchendo il disegno con tanti particolari, anche servendosi di foto. Infine, lo hanno colorato con le matite acquarellabili e con gli acquerelli, sempre stando ben attenti a concordare il proprio disegno con quello del compagno. Questa tecnica ha permesso sia di effettuare sfumature, sia di mantenere definiti gli oggetti vicini, per cercare di rappresentare al meglio la trasparenza del cielo, i riflessi del mare, i colori e le forme della terra.

E la tridimensionalità? I disegni sono stati incollati uno accanto all’altro, il primo disegno incollato accanto all’ultimo ricomponendo un orizzonte unito in forma circolare riconquistando la realtà tridimensionale.

L’orizzonte terrestre: dove la terra incontra il cielo e il cielo incontra la terra, dove il mio lavoro inizia e finisce dove inizia e finisce il lavoro del compagno: come la libertà.

Un progetto che ha avuto come obiettivi artistici lo sviluppo della creatività e la continuità visiva esercitando il senso dell’armonia e della coerenza visiva, come obiettivi relazionali e sociali: la collaborazione, l’ascolto e il rispetto specifico e l’empatia.

Prestigiosi gli obiettivi cognitivi e trasversali: la flessibilità mentale adattandosi a situazioni inattese, il problem solving e lo sviluppo del pensiero divergente incoraggiando il bambino a trovare modi diversi per completare o trasformare il disegno iniziale. Un progetto che sicuramente ha contribuito alla crescita dei bambini in una modalità innovativa e che li ha entusiasmati.

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