Monte Argentario (Grosseto). “Circa due anni fa, si sedeva sugli scranni del Consiglio comunale la lista guidata dal sindaco Cerulli”
A dichiararlo, in un comunicato, è il Pd di Monte Argentario.
“Facendo un breve bilancio di quanto accaduto nel secondo anno di mandato, non possiamo dirci soddisfatti dell’operato della Giunta – continua la nota -. Nonostante siano trascorsi ormai due anni dall’insediamento, l’amministrazione comunale procede ancora in modo superficiale, inefficiente e con tanto pressapochismo, prediligendo il metodo per tentativi ed errori. Insomma: frizzi, lazzi e gesti istrionici”.
“Sotto gli occhi di tutti è la questione dei parcheggi: le numerose e rocambolesche variazioni delle tariffe orarie e l’aumento dei prezzi anche a scapito dei residenti resteranno negli annali come la manovra politica più incomprensibile che possa esistere – sottolinea il Pd -. Come dimenticare, poi, l’introduzione delle nuove Ztl e il successivo dietrofront, o i molteplici concorsi espletati per poi essere invalidati e ripetuti, il tutto a spese dei cittadini? Speriamo che i nuovi vincitori decidano di rimanere e non usino l’Argentario come trampolino di lancio verso i capoluoghi di altre regioni. Di sicuro, non è questo che ci si aspetta da chi ha già governato il paese per 12 anni”.
“Così, mentre le tariffe cambiavano a ogni sorgere del sole e venivano ridotti i parcheggi per far posto ai nuovi cassonetti, con conseguenti ripercussioni negative su cittadini e non, il primo cittadino, e qualche componente della Giunta, parcheggiava con nonchalance nel piazzale dei Rioni, difendendo a gran voce sui social la sosta selvaggia – sottolinea il Pd –. D’altronde, a lui e a una certa cerchia di amici tutto è concesso, dai permessi auto agli incarichi più disparati. È il loro modo di operare, (non) bisogna farsene una ragione. Intanto, in alcuni locali dell’ex 64° deposito dell’Aeronautica prosegue l’attività, abusiva, di affidamento discrezionale a molteplici associazioni e proseguono anche, tra l’impermeabilizzazione della copertura di un immobile e la posa in opera di infissi, lavori ‘di stucco e pittura’ a 5 cifre cadauno. Ma non c’è ancora alcuna traccia di quegli strumenti urbanistici che, di regola, governano il territorio e quindi l’area in questione continua a rimanere un’area ‘bianca’ e non disciplinata. Inoltre, è bene ribadire che chiunque utilizza gli immobili dell’ex deposito dell’Aeronautica Militare non paga alcuna concessione, alcun affitto, anzi i costi elevati delle utenze restano comunque in carico all’amministrazione comunale, cioè delle nostre tasche. Chissà cosa ne pensa la Corte dei Conti su questo tema?”.
“Notizia di qualche giorno fa è che proprio il 64° deposito dell’Aeronautica sia stato designato a ospitare il centro estivo: lecito è chiedersi non solo se certi locali siano idonei a ospitare decine di bambini dai 3 agli 11 anni, ma anche su quali tutele possano contare i genitori in caso di infortuni – prosegue il comunicato -.Sia chiaro che non demonizziamo le associazioni che, ovviamente, di fronte alla possibilità di avere una sede non si sono interrogate più di tanto poiché hanno riposto affidamento nella legittimità delle azioni del Comune che, invece, pur di far contenti tutti rischia di fare più danni che altro. Sicuramente vecchi e nuovi elettori del sindaco, amici di tutti e di tutti i colori, sapranno metterci una pezza sopra presentando l’ennesimo progetto che mai vedrà la luce. Tiene banco la questione delle case popolari: tra lamentele ed incomprensioni, ci sono cittadini bisognosi che purtroppo continuano a non usufruire di un bene primario, l’abitazione, dato che non troviamo traccia di volontà politica di predisporre nuove abitazioni da destinare, con evidenza pubblica, a chi ne ha diritto”.
“Tra nuove società e annosi problemi, il Comune ancora nn ha deciso come affrontare la stagione turistica a Porto Ercole, nè cosa fare con concessioni e pontili: c’è forse maretta tra Giunta e Società speciale? Al momento, di speciale, vediamo solo la capacità della Giunta di voler perseguitare i concessionari in porto, ma non poter promuovere iniziative pubbliche, ma per affidare a qualcun altro gli stessi spazi. Manca una visione di futuro, manca la possibilità di immaginare, oggi, come possa essere l’Argentario tra qualche anno al netto di passerelle, canzoncine e dubbie operazioni di marketing territoriale – termina la nota -. D’Argento, tra un po’, non ci rimane neanche il nome”.

