Ecco il discorso del Comandante provinciale dei Carabinieri, il Colonnello Giuseppe Adinolfi, pronunciato durante le celebrazioni per l’anniversario dell’Arma e in cui il Comandante stila un bilancio dell’attività in provincia di Grosseto:
“In questo splendido abbraccio che oggi ci riserva la città di Grosseto, con la suggestiva scenografia che le Mura Medicee Regalano alla piazza che la cittadinanza ha voluto intitolare alla memoria dei nostri caduti, esprimo, a nome di tutti i Carabinieri che operano in terra di Maremma, il più caloroso benvenuto ai convenuti per avere voluto testimoniare, con la loro presenza in questo giorno di festa, l’affetto e la vicinanza alla nostra istituzione.
Un grato saluto innanzitutto a sua Eccellenza il Prefetto di Grosseto, dott.ssa Paola Berardino, autorevole e sollecito punto di riferimento per le attività di pubblica sicurezza in provincia.
Un sincero benvenuto al sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, al presidente della Provincia, Francesco Limatola, e a tutti i sindaci della provincia, che hanno voluto essere qui a testimoniare l’inscindibile legame che, sin dalla sua istituzione, unisce l’Arma al territorio.
Il nostro benvenuto a s.E. il Vescovo di Grosseto e Pitigliano, Mons. Giovanni Roncari, che ringraziamo per la sua vicinanza in momenti lieti e tristi.
Saluto il presidente del Tribunale, Laura Di Girolamo, e il Procuratore della Repubblica, Maria Navarro, che ringrazio per la guida e la considerazione della quale ci onorano.
Un caro benvenuto ai colleghi delle altre forze di polizia: il Questore Antonio Mannoni e il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Colonnello Cesare Antuofermo, con i quali, in particolare, l’Arma condivide una diuturna collaborazione al servizio dei cittadini, anche nell’ambito del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Un fraterno saluto ai commilitoni delle altre forze armate, il Colonnello Mario Piero Marchisio, nella duplice veste di Comandante del Cemivet e del presidio militare, il Colonnello Domenico Leotta, Comandante del Savoia cavalleria, il colonnello Eros Zaniboni, comandante del 4° Stormo Caccia dell’Aeronautica Militare, a cui ci lega la comune identità di uomini con le stellette.
Un saluto ai parlamentari presenti e ai rappresentanti di istituzioni, enti, associazioni che oggi hanno scelto di sugellare con la loro presenza, il quotidiano impegno comune all’esclusivo servizio del cittadino.
Un abbraccio affettuoso, infine, agli amici dell’Associazione nazionale carabinieri, qui presente con le proprie insegne, in nome di quella continuità più che bicentenaria che tramanda di generazione in generazione le tradizioni della grande famiglia dell’Arma.
Come da tradizione, questo momento di incontro con la comunità è anche l’occasione per tracciare un bilancio di quanto fatto dall’Arma in provincia nell’ultimo anno.
Molto al riguardo ci possono dire i numeri, ma certo non dicono tutto. Ciascun numero cela vicende personali e familiari, talora drammatiche, che i Carabinieri di ogni ordine e grado sono chiamati ad affrontare con professionalità e partecipazione empatica, storie che non possono non lasciare un segno in chi ha scelto la missione del ‘servizio.
Questo è stato lo sforzo che abbiamo profuso nei confronti di coloro (e sono 11.370 nell’ultimo anno) che hanno chiamato il 112, cui si aggiungono le 39.580 persone che si sono recate presso le nostre caserme. oltre 21.822 pattuglie hanno concretizzato la presenza dell’Arma sul territorio, frutto di un continuo e dinamico sforzo organizzativo finalizzato, con la revisione e razionalizzazione dell’orario di apertura delle caserme in un’ottica di flessibilità, ad incrementare sempre più questa proiezione, ed armonizzare quanto più possibile la funzione presidiaria con quella preventiva. In sintesi, la continua ricerca di un servizio sempre più vicino alle esigenze del cittadino e del territorio, nonostante l’evento epocale di una pandemia, che certo non ha risparmiato le fila dell’Arma.
La pietra angolare della nostra organizzazione è la stazione Carabinieri, che proprio in questo territorio incarna, con una diffusa capillarità, i principi che ne hanno ispirato l’originaria ideazione. Le 38 stazioni, le due tenenze e il posto fisso che rappresentano l’Arma della provincia ci hanno consentito di procedere per oltre l’83% dei reati commessi, ma soprattutto di continuare a fornire ai cittadini, anche delle aree più isolate e meno densamente abitate del territorio, un segno tangibile della presenza dello stato, un punto di contatto privilegiato per la risoluzione di problemi e, talvolta, una camera di compensazione per la composizione di situazioni di conflitto e/o disagio, poiché il Carabiniere è un operatore di polizia, ma anche e soprattutto un prezioso mediatore sociale, esso stesso parte delle dinamiche che caratterizzano il contesto in cui vive.
Significativo è stato anche l’impegno dei Carabinieri in ordine pubblico: ben 943 uomini e donne impiegati negli ultimi 12 mesi, non solo nelle manifestazioni di maggiore rilevanza o nella vigilanza sulla ‘buona movidaì, a fianco dei colleghi delle altre forze di polizia, ma più spesso nei borghi e nelle contrade in occasione di feste, sagre, manifestazioni e cerimonie religiose, rassicurante presenza in ogni circostanza in cui le nostre comunità si riuniscono.
L’intensa attività di contrasto alla criminalità svolta dall’Arma in provincia a breve troverà una concreta rappresentazione nella consegna delle ricompense ai militari che si sono maggiormente distinti: la lettura delle motivazioni ci restituirà uno spaccato del reale impegno quotidiano dei Carabinieri in Maremma, consentendoci di ripercorrere sia vicende che hanno occupato spazio nelle cronache, non mancando di suscitare allarme sociale, sia l’esito di delicate attività investigative, frutto della silenziosa dedizione di chi le ha portate avanti, anche a rischio della propria incolumità. quest’anno ben 20 Carabinieri hanno riportato lesioni a seguito di atti violenti subiti in servizio.
il risultato della domanda di sicurezza che ci viene dai territori è senza dubbio riassunto dal numero complessivo dei reati scoperti, pari a 2.942, molti in flagranza, altri sulla base delle indagini da noi condotte, sia di iniziativa che sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria. Possiamo dire, non senza una punta di legittima soddisfazione, che la stragrande maggioranza dei crimini più gravi dei quali ci siamo occupati hanno trovato puntuale riscontro, con nomi e volti di responsabili che risponderanno del loro operato innanzi alla giustizia.
Al di là dei numeri, abbiamo cercato di elaborare strategie integrate di prevenzione e contrasto efficaci per ogni fenomeno delittuoso, il modello vincente è risultato quello della ‘sicurezza partecipata’. I migliori risultati sono stati conseguiti anche grazie alla collaborazione dei cittadini, alle loro segnalazioni, talora spontanee, talaltra organizzate nell’ambito di una strutturata rete di ‘controllo di vicinato’, oggetto di protocolli fra Comuni e Prefettura. La sicurezza è una precondizione per l’esercizio dei diritti fondamentali da parte di ciascuno, ma essa non può essere calata dall’alto: è piuttosto un approdo, frutto di impegno sinergico fra forze di polizia, enti locali e popolazione, nonché vera e propria ‘educazione alla legalità’, attraverso le incessanti campagne di informazione e sensibilizzazione svolte dall’arma sui territori, sia a beneficio degli anziani che presso le scuole.
In questo giorno di festa, il nostro pensiero non può esimersi dal commosso ricordo di tutti i nostri caduti, e in particolare da Antonio Santarelli e Alessandro Giorgioni. Possa il nostro affetto aiutare le loro famiglie, alle quali ci stringiamo, a mitigare il grande ed incolmabile vuoto lasciato, possa il loro sangue servire alle generazioni presenti e future per costruire una società migliore, fondata sulla libertà attraverso uno spontaneo rispetto legge, sulla reciproca tolleranza oltre ogni differenza.
In conclusione, mi rivolgo con sincero affetto a tutti i Carabinieri della provincia di Grosseto, qui idealmente schierati in ogni loro declinazione: dai Comandanti e addetti alle stazioni, passando per gli sciatori, le unità navali, il Nucleo radiomobile, i cinofili, i reparti speciali, i Carabinieri forestali, fino agli operatori delle nostre centrali operative, qui presenti in camice nero, prima voce dell’Arma per il cittadino che chiede aiuto. Non ho trovato le parole adatte ad esprimere la gratitudine per come avete portato la nostra uniforme, con disciplina ed onore, sentendone la responsabilità, per la spontanea e disinteressata generosità con cui avete risposto ai disagi e ai bisogni dei cittadini. Sono orgoglioso ed onorato di essere il vostro comandante.
Viva l’Italia, viva l’Arma dei Carabinieri”

