“Ringrazio i donatori per la loro disponibilità e per il loro grande cuore, le sezioni per la forte attività di promozione, per l’impegno quotidiano nel promuovere la pratica della donazione di sangue e plasma, e l’Azienda sanitaria con gli operatori dei centri trasfusionali, i medici e gli infermieri per la disponibilità e per l’attenzione mostrata nei confronti dei donatori, elemento imprescindibile del sistema sanitario e portatori di salute“.
A dichiararlo è Carlo Sestini, presidente provinciale dell’Avis, che questa mattina ha presentato i dati sulle donazioni di sangue e plasma nel 2021.
“Nel 2021 abbiamo perso 102 donazioni, con una perdita percentuale dello 0,87%. Questo dato, aggiunto alla perdita del 2020, rispetto all’ultimo anno ante pandemia, il 2019, porta ad una differenza di donazioni quantificabile con un calo di 253 – ha spiegato Sestini -. Lo scorso anno abbiamo registrato dunque 11.671 donazioni, ma dobbiamo segnalare un curioso cambio di tendenza, ossia una crescita di quelle di sangue intero di 283 unità, +3,45%, e una diminuzione di 308 unità di plasma (-9,9%) e di 77 di multicomponent (-16,14%). Infatti, nel 2020 avevamo incrementato queste ultime due donazioni, rispettivamente di 243 e di 12 unità, mentre il decremento di quelle di sangue intero aveva raggiunto 447 donazioni. Avis si conferma come il bacino più ampio di donazioni tra associazioni, con oltre il 90% di quelle effettuate. Se osserviamo il dato per mille abitanti nelle varie sezioni della provincia, si evince che la più virtuosa è Massa Marittima, dove si hanno 179,57 donatori ogni mille abitanti (seconda sezione in Toscana dietro Volterra, con 228,72), mentre il comune più fruttuoso è Castel del Piano (194,93, secondo comune in Toscana sempre dietro Volterra). Grosseto ha una media di 36,75 donatori ogni mille abitanti”.
“I donatori attivi (coloro che hanno fatto una donazione negli ultimi due anni), sono stati 6.919 contro i 7.108 del 2020 (- 2,65%), con 4.557 maschi e 2.362 femmine (gli uomini sono 65,86% rispetto alle donne) – ha sottolineato Sestini -. Tra gli stranieri la situazione si inverte con 16 maschi e 28 femmine (36% e 64%). Di questi, 5.869 hanno compiuto almeno una donazione (+80 rispetto al 2020), con l’indice di donazione provinciale che sfiora 2 (1,99). Questo dato nel 2020 era stato del 2,02. Questo significa che sono stati 1.050 i soci che non sono andati a donare nel 2021, contro i 1.319 del 2020. I riattivati, ossia chi non aveva compiuto almeno una donazione negli ultimi due anni, sono stati 12 e i cittadini stranieri. Diminuiscono di 36 unità i nuovi donatori, passando da 601 a 565 (317 uomini e 248 donne). Le nuove iscrizioni hanno ampiamente compensato le 307 cessazioni o cancellazioni. Per fasce di età la concentrazione maggiore di donatori si ha tra i 46 e i 55 anni per entrambi i sessi, mentre tra i nuovi si conferma la fascia d’età 26/35 con 80 nuovi iscritti, passando dai giovani a quella 26/35. Crescono gli ultrasessantacinquenni passando da 295 del 2020 a 310“.
“La tipologia di gruppo più numerosa è quella dello 0+ (2728), seguita dall’A+ (2.275), e quella meno numerosa è gli AB- con 32 e il B- con 95. I rarissimi 0-, i donatori universali, decrescono ancora scendendo da 542 a 509 – ha proseguito Sestini –. Le donazioni vengono compiute maggiormente da uomini per il 71,29%, i quali prediligono la donazione di sangue intero (78,18 %) e solo del 17,69% di plasma, mentre per le donne questa differenza si contrae passando al 58,95% per il sangue e 39,35% per il plasma. Il mese dove si è donato di più è stato marzo (1132), nel 2020 fu settembre (1104), e luglio è il mese dove lo si è fatto di meno (846). Il buon incremento estivo non ha permesso di recuperare il calo avuto a gennaio e da maggio fino a luglio. Un grosso recupero lo si è fatto negli ultimi 2 mesi dell’anno, quando si è sempre superato le 1000 donazioni. A marzo, aprile e ottobre si sono fatte più donazioni rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente. I donatori attivi che non hanno potuto donare per motivi sanitari sono stati solo 36 (-75% rispetto al 2020) e chi lo ha fatto per altri motivi sono stati 960 (-25,8%)“.
“Purtroppo il lavoro del servizio civile nelle scuole non si è potuto esplicitare in maniera completa a causa del Covid – ha spiegato Sestini – e questo ha rallentato l’avvio dei diciottenni ai centri trasfusionali per donare sangue e plasma“.
Dati 2022
“Al 2 febbraio abbiamo raggiunto l’8% delle donazioni totali e, rispetto allo stesso periodo del 2021, si sono perdute l’1,6% delle donazioni. Nonostante il calo, siamo comunque migliori del dato regionale, che registra rispettivamente il 7,7% e -14,5% – ha concluso Sestini -. Le carenze attuali di sangue intero a livello regionale riguardano i gruppi 0 e A sia positivi che negativi“.

