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Covid: dopo la morte del padre, i figli donano un tablet al reparto di malattie infettive

di Redazione
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Un gesto di generosità e profondo significato, quello di Francesco e Roberta Nepi, in ricordo del padre recentemente scomparso.

Francesco e Roberta sono infatti i figli di Roberto Nepi, deceduto all’ospedale Misericordia, dopo che il Covid aveva aggravato il suo stato di salute, già compromesso da altre patologie pregresse.

Dopo aver vissuto sulla propria pelle la malattia del padre che, come altri pazienti, purtroppo non ce l’ha fatta, Francesco e Roberta hanno deciso di donare un tablet al reparto Covid di malattie infettive, diretto dalla dottoressa Cesira Nencioni. Qui per molti giorni è stato curato e assistito dal personale sanitario, impegnato dall’inizio della pandemia in prima linea nella lotta al virus e nel cercare di trasmettere umanità e calore ai ricoverati con gesti di affetto e occhi sorridenti, nonostante tutto.

“Questa donazione ha un doppio valore. Il dispositivo servirà ai pazienti ricoverati da noi per collegarsi con i familiari e smorzare quel senso di abbandono che spesso li pervade, ma rappresenta anche un riconoscimento per il lavoro che ogni giorno, da ormai un anno, svolgiamo con abnegazione e senza soluzione di continuità – afferma Nencioni –. Ogni paziente che ci lascia, lascia anche in noi un grande vuoto. Per questo un gesto del genere ci rincuora e ci infonde la forza per continuare a percorrere il tunnel di cui iniziamo a vedere finalmente la fine. Ringrazio Francesco e Roberta a nome di tutto il reparto e della direzione di presidio per aver pensato a noi ricordando il padre”.

“Quando nostro padre era ricoverato, il tablet in dotazione al reparto è stato l’unico contatto con lui, uno strumento prezioso che ci consentiva di vederlo e parlargli, visto che con il cellulare aveva difficoltà, e di interagire anche con gli infermieri sempre disponibili, nonostante la mole di lavoro – spiegano i figli di Nepi -. Abbiamo quindi pensato di poter dare questa possibilità a qualcun altro nella stessa triste situazione che abbiamo purtroppo vissuto e, con il contributo dei colleghi di lavoro, abbiamo acquistato il tablet. La nostra speranza è che possa servire per altre attività prima possibile, quando quindi il Covid sarà finalmente sconfitto“.

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