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Grosseto al Centro: “Il Comune aderisca al Manifesto della comunicazione non ostile”

di Redazione
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Il Manifesto della comunicazione non ostile è nato nel 2017 da un’idea di Rosy Russo, che è presidente dell’associazione Parole O_Stili, insieme a 300 professionisti della comunicazione, del marketing, del giornalismo, uniti dalla volontà di rendere la rete un luogo meno violento. Tradotto in 30 lingue e declinato in sei ambiti – politica, pubblica amministrazione, sport, educazione, aziende e scienza – ha ricevuto due medaglie del Presidente della Repubblica e vinto diversi premi.

“Risale a circa un anno fa l’appello del presidente dell’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, ai sindaci degli ottomila Comuni rappresentati, per firmare il Manifesto della comunicazione non ostile – spiega Marcello Campomori, membro dell’associazione Grosseto al Centro -. Obiettivo: far proprio il decalogo che declina dieci principi e un progetto di sensibilizzazione contro la violenza delle parole. Grosseto al Centro la scorsa estate ne ha proposto l’adesione innanzi tutto ai suoi membri, a questa amministrazione comunale e a tutti gli attori pubblici che si incontrano in città, sui social media come in presenza”.

“Crediamo che sia un passo semplice ed efficace per avere un ‘alfabeto dei modi’, che ci faccia sentire ancora più uniti. La forma, a volte, accenna ad una sostanza e molto più ad un metodo per caratterizzare la nostra presenza in ogni dibattito, ad intra e ad extra. Si partecipa più volentieri ad un incontro quando sappiamo di tenere le nostre relazioni sul piano indicato da questo decalogo. Ciò richiede una costante attenzione alla compagna e al compagno che parla, che si esprime, ma produce l’effetto che il tempo trascorso insieme assuma un significato, una ragione, un senso, qualunque sia l’esito – continua Campomori -. Certo, stiamo parlando di uno stile comunicativo, non dei contenuti, che sono il cuore, la spinta originaria di un agire comune. Spesso però accade che le sfumature e le pesantezze comunicative incrinino anche le più ovvie delle idee condivise. Perciò riteniamo che questa adesione sia allo stesso tempo un regalo e una promessa che reciprocamente ci scambiamo per continuare al meglio il nostro impegno per le tante cause che aspettano la nostra azione civile e politica“.

“Ad oggi, nella pagina web che raccoglie le adesioni degli attori pubblici del nostro Paese, alla voce ‘Grosseto’ appare ancora soltanto l’adesione di Grosseto al Centro. Le imminenti elezioni sono un’occasione per chi si affaccia al dibattito pubblico per la prima volta di conoscere quale stile comunicativo domina il confronto. Il desiderio di partecipare trae la sua spinta o dal bisogno o dal contagio di un nuovo modo di cercare le soluzioni. È affidata anche alla comunicazione la possibilità di accendere il fuoco dell’impegno politico in quel popolo silente che aspetta solo un segno vero per fare il primo passo – termina Campomori -. Di nuovo: chi ci sta?“.

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