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Covid: per andare nelle seconde case rimane l’obbligo di avere il medico in Toscana

di Redazione
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Come già era successo a novembre e prima ancora a maggio dell’anno scorso,  chi  si sposterà nella seconda casa in Toscana da altre regioni dovrà avere sul territorio il proprio medico di famiglia o pediatria. Saranno comunque consentiti i rientri motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di studio o di lavoro. Il presidente Eugenio Giani ha firmato oggi, sabato 23 gennaio, l’ordinanza.

L’ultimo Dpcm aveva reso possibile dal 16 gennaio spostarsi di nuovo nelle seconde case anche fuori regione, pure muovendosi da una regione arancione o rossa ad una gialla: una possibilità limitata al rientro, ma si poteva fare.  Basta che la casa sia di propria proprietà e non di amici o parenti. Può essere sufficiente anche un contratto di affitto lungo, ma registrato prima del 14 gennaio. Inoltre, l’immobile di destinazione non deve essere abitato da persone che non appartengono al nucleo familiare convivente di chi ne ha titolo e vi si può recare solo questo nucleo.

Per prevenire il più possibile nuovi focolai e contagi da Covid-19 e ridurre i rischi di sovraccarico del sistema sanitario, la Toscana – che da due settimane è tornata in zona gialla – ha ripristinato però l’obbligo, in capo a chi rientrerà, di avere il medico nella regione, salvo comprovate esigenze per cui lo spostamento sarà comunque permesso.

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