Si è tenuto lunedì scorso a Montiano un appuntamento importante nell’ambito degli incontri pubblici organizzati dal Comitato per la difesa del territorio di Magliano in Toscana, con la compartecipazione del Comitato Sos Geotermia di Scansano.
Ospite il consigliere regionale Leonardo Marras, chiamato ad illustrare ad una platea di un centinaio di persone lo stato dell’arte quanto alla normativa regionale in materia di permessi geotermici (presenti, tra altri, il sindaco di Magliano Diego Cinelli, il presidente della Cia grossetana, Enrico Rabazzi, il rappresentante di Legambiente nazionale Fabio Tognetti, Roberto Barocci e Pino Merisio della rete Nogesi).
“Premesso che la Regione, avendo oltretutto constatato la crescita esponenziale della protesta nei territori toccati dai numerosi progetti di ricerca geotermica, sta cercando di normare in modo più circostanziato la materia, arrivando a definire le aree non idonee e restituendo voce in capitolo ai sindaci, il cui parere non sarebbe comunque vincolante – si legge in un comunicato dei comitati organizzatori dell’incontro –, i comitati di Magliano e Scansano vivono con molta apprensione l’ipotesi che al netto delle nuove regole si possa comunque costruire una centrale a media o addirittura ad alta entalpia, come dichiarazioni da parte di Enel farebbero pensare, nel loro comprensorio, stante inoltre la posizione di sostanziale quiescenza dei rispettivi sindaci”.
“Diego Cinelli ha dichiarato pubblicamente anche in questa circostanza di non essere contrario alla geotermia, fatta salva l’esigenza di salvaguardare le aree di maggior pregio. D’altro canto, Francesco Marchi si è fino ad oggi trincerato dietro l’ipotesi d’indire un referendum, la cui validità sarebbe in ogni caso dubbia dal punto di vista costituzionale – continua il comunicato -. In definitiva, come lo stesso Leonardo Marras ha lasciato intendere molto chiaramente, l’azione dal basso, la protesta mirata e costruttiva dei cittadini, resta l’arma più efficace per cercare di sottrarre ad un tipo di sviluppo industriale e decisamente poco sostenibile territori la cui vocazione agricola e turistica si è via via affermata con grandi sforzi e pari risultati (accorato e puntuale l’intervento svolto in tal senso da Enrico Rabazzi)”.
“Come comitati civici, avvertiamo dunque tutto il peso della responsabilità che discende da una situazione in cui, pur passando da maglie larghe ad un imbuto più stretto quanto al rilascio dei permessi geotermici, si continua ad agitare lo spettro di una tecnologia altamente invasiva e speculativa in conflitto latente con l’idea di salvaguardia di paesaggio, ambiente, salute ed economia locale – termina il comunicato -. Di fronte all’atteggiamento poco o nullo collaborativo delle nostre amministrazioni, adotteremo tutti gli strumenti d’indagine e di pressione auspicabilmente in grado di mutare l’orientamento della Regione. Cercheremo dunque di produrre tutti i documenti e le osservazioni che è in nostro potere presentare anche in relazione al famigerato Pit (Piano d’indirizzo territoriale), che di fatto costituisce l’alveo naturale in cui confluiscono le esigenze di salvaguardia dei nostri territori“.

