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Ungulati, la Lega Nord: “Legge incompleta che non accontenta nessuno”

di Redazione
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In merito alla nuova Legge regionale sulla caccia, ecco il parere di Marco Casucci, Consigliere regionale della Lega Nord.

Ho potuto constatare direttamente – afferma Casucci, grazie all’amico Francesco Tenucci, Consigliere comunale a Scansano, le problematiche relative a questo settore; da qui, la convinzione che tali norme scontentino un po’ tutti“.

Infatti, gli ambientalisti – prosegue il Consiglierenon hanno effettivamente compreso che la Legge è inefficace, rispetto all’auspicata riduzione del numero di cinghiali, mentre i cacciatori, per l’ennesima volta, si sentono presi in giro, dato che consentire di abbattere un cinghiale ad un singolo cacciatore, da appostamenti fissi come per il capriolo, equivale ad autorizzare la pesca alla balena dalla spiaggia, muniti di lenza“.

La Lega, ad esempio – sottolinea Casucci, aveva presentato un emendamento che, anche sulla scorta delle indicazioni avute dagli esperti, prevedeva la creazione di una zona di sicurezza  di cinquecento metri tra il bosco e le zone aperte, in cui si prevede di praticare la nuova forma di abbattimento; questa proposta non è stata accolta e contro di essa ha votato anche il Pd, di cui fanno parte Marras e la Culicchi, maremmani doc, che ben dovrebbero conoscere le necessità della caccia e dell’agricoltura nel grossetano e quindi essere i primi a tutelarle in ambito regionale“.

Devo, inoltre, rimarcare – asserisce Casucci come sia stato respinto un altro nostro emendamento che, anche a detta del qualificato esperto Tenucci, sarebbe stato di capitale importanza; in pratica, si chiedeva di ridurre il minimo per la caccia al cinghiale, portandolo da diciotto a tredici. Tale riduzione avrebbe facilitato enormemente la caccia infrasettimanale e di conseguenza la riduzione dei cinghiali, in numero decisamente maggiore rispetto a quanto la nuova Legge si propone“.

Così facendo – conclude amaramente Marco Casucci si rischia di provocare una sorta di ‘sciopero’ delle doppiette, con il probabile e deleterio aumento annuale di circa 40.000 ungulati solo nella provincia di Grosseto“.

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