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Scuola, i Cobas: “Ottimo risultato per lo sciopero generale, a Roma la Maremma presente al corteo”

di Redazione
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Giuseppe Follino, portavoce provinciale dei Cobas della scuola di Grosseto, commenta l’esito dello sciopero generale proclamato per protestare contro la riforma della scuola promossa dal Governo Renzi:

Almeno un docente ed un Ata su quattro hanno scioperato oggi nell’unico appuntamento di lotta possibile e fondamentale per impedire l’applicazione almeno delle parti più deleterie della legge 107, per ridicolizzare l’ignobile ‘offerta’ governativa di rinnovo contrattuale con un aumento medio di 5 euro nette al mese, per richiedere un consistente recupero salariale per docenti ed Ata, nonché la stabilizzazione di tutti i precari abilitati o con 36 mesi di servizio, esclusi dalla 107 – dichiara Follino. E a Roma, la Maremma, insieme a oltre diecimila manifestanti, docenti, Ata e studenti, ha sfilato in corteo dal Miur (dove numerosi interventi hanno criticato aspramente le politiche governative) fino al Parlamento, dove decine e decine di voci hanno rinnovato la loro volontà di continuare la lotta“.

Qualche giornalista in piazza faceva notare che uno sciopero del 25% è un passo indietro rispetto al 65-70% del 5 maggio scorso. Ma ai Cobas pare comunque un ottimo risultato, tenendo conto che avviene a legge approvata (anche se non ancora messa in opera) e con l’incredibile e inspiegabile defezione dei xinque sindacati (Cgil-Cisl-Uil, Snals e Gilda) che allora scioperarono con i Cobas e che seguirono i Cobas persino nel blocco degli scrutini, in passato da essi sempre giudicato ‘estremista’ – continua Follino. Dell’importanza di tale unità i Cobas erano così convinti da attendere pazientemente, fin dall’inizio di settembre, che i cinque si decidessero a convocare lo sciopero, disposti a prendere anche la loro data pur di ripresentare un’alleanza plebiscitaria. Purtroppo, i cinque non hanno dato alcuna risposta ai nostri ripetuti inviti a lottare e scioperare insieme, ma si sono limitati a convocare una manifestazione del pubblico impiego a fine novembre, senza sciopero, in cui la lotta contro la 107 svanisce, inviando al Governo Renzi e a docenti ed Ata un segnale di resa incondizionata“.

Lo sciopero del 13 novembre e le manifestazioni, oltre a quella di maggior rilievo di Roma, altre se ne sono svolte, a prevalente presenza studentesca, in varie città, hanno ciò malgrado un grande rilievo perché mandano un segnale chiaro al Governo e anche a quei lavoratori/trici che oggi sono andati a scuola: la partita contro la cattiva scuola di Renzi non è terminata, è finito solo il primo tempo, in cui, seppur di misura, Renzi è risultato in vantaggio – sottolinea Follino -. Ma ora arriva il secondo tempo, perché il conflitto contro la 107 esploderà nei prossimi mesi quando, dopo il furbesco suggerimento ministeriale che ha indotto i presidi a rinviare la formazione dei Comitati di valutazione e il varo dei Ptof triennali, la ‘tregua’ terminerà e i capi di istituto tenteranno di imporre l’inaccettabile strapotere padronale su assunzioni, licenziamenti, premi e punizioni, oltre all”alternanza scuola-lavoro’: 400 ore per gli studenti dei tecnici e professionali e 200 per i licei in azienda“.

Dunque, il 25% della categoria in sciopero ha mandato un forte segnale agli altri docenti ed Ata: possiamo impedire l’applicazione dei deleteri provvedimenti della 107, bocciare l’umiliante ‘proposta0 dei 5 euro, dopo sei anni di blocco contrattuale e una perdita salariale negli ultimi anni tra i 250 e i 300 euro, imporre la stabilizzazione dei precari esclusi dalla 107 – conclude Follino -. Basta non arrendersi e recuperare l’unità e la voglia di lottare dei mesi scorsi. Docenti, Ata, studenti della Maremma ci sono“.

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