La sezione “Elvio Palazzoli” dell’Anpi di Grosseto interviene sulla decisione di vendere la scuola di Maiano Lavacchio presa dal Comune di Magliano:
“L’Anpi di Grosseto intende esprimere il proprio disappunto per l’intenzione dell’ amministrazione comunale di Magliano in Toscana di mettere in vendita la scuola di fronte alla quale il 22 marzo 1944 fu perpetrato per mano fascista l’eccidio di Maiano Lavacchio – si legge in un comunicato dell’associazione -. Ci sono luoghi simbolo della memoria per i quali gli attuali distinguo del sindaco Cinelli appaiono per lo meno sospetti, anche in relazione al supporto che trovano in forze politiche dell’estrema destra del tutto minoritarie”.
“Esprimiamo la nostra soddisfazione per il fronte ampio che si è realizzato intorno al rifiuto della vendita e che ha raccolto associazioni e autorità su una posizione chiaramente antifascista. Noi crediamo che i luoghi della memoria civile debbano rimanere pubblici, soprattutto in un momento storico delicato come quello attuale, caratterizzato dal riemergere da forze di stampo fascista più o meno esplicito – continua il comunicato -. Crediamo utile che la scuola di Maiano Lavacchio diventi un memoriale della Resistenza grossetana, dove ritorni la lavagna firmata da Lele e Corrado, due degli undici ‘agnelli’ che i fascisti massacrarono pur essendo inermi e disarmati, con l’unica colpa di rifiutare la leva forzata dell’illegittima repubblichina di Salò”.

