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Maiano Lavacchio, Cinelli: “Polemiche strumentali, i simboli dell’eccidio sono altri”

di Roberto Lottini
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Le polemiche nate in merito alla vendita della scuola di Maiano Lavacchio sono puramente strumentali e le offese che mi sono state lanciate sono assolutamente gratuite perché la struttura in questione è stata costruita tra gli anni ’60 e ’70 e non ha niente a che vedere con l’eccidio degli undici ragazzi perpetrato durante la seconda guerra mondiale”.

Con queste parole, il sindaco di Magliano, Diego Cinelli, replica alle accuse giunte dal mondo politico per la decisione di mettere all’asta la scuola di Maiano Lavacchio.

Sento la necessità di fare chiarezza perché sono stato additato di essere una persona ignorante e insensibile, ma in realtà sono altri esponenti politici a non conoscere la storia – spiega Cinelli -. La struttura che abbiamo messo in vendita è stata costruita oltre vent’anni dopo l’eccidio. La stanza in cui i ragazzi sono stati vittime di un processo sommario e in cui è stata ritrovata la lavagna con la scritta ‘ Mamma, Lele e Corrado un bacio’ sono da tempo diventate una cucina di un ristorante, mentre nel luogo in cui sono stati uccisi i giovani è sorta una piccola chiesa, su un terreno donato al Comune da un privato nel 1988. Qui si trova anche la lapide e il monumento che ricorda la strage, dove ogni anno viene celebrata la commemorazione dell’eccidio. L’edificio che abbiamo messo in vendita era una scuola degli anni ’60-’70, poi è stato abitato da un privato cittadino deceduto qualche mese fa”.

La decisione di vendere la scuola è stata ponderata e presa all’unanimità da tutta la Giunta – continua il sindaco di Magliano -. Il nostro è un atto legittimo, approvato dal Consiglio comunale. Chi mi accusa di insensibilità, dovrebbe ricordarsi che sono stato il primo sindaco di Magliano che ha preso la lavagna e l’ha portata nella sala del Consiglio comunale come gesto di commemorazione. Le offese che ho ricevuto coinvolgono tutti i maglianesi, che hanno eletto democraticamente me e la Giunta”.

Cinelli poi commenta le accuse ricevute da altri esponenti politici: “L’unico che ha avuto buon senso è il sindaco di Grosseto e presidente della Provincia, Emilio Bonifazi, con cui ieri ho avuto una lunga telefonata che è servita a chiarire il mio punto di vista – sottolinea -. Invece di criticare, Sabatini dovrebbe preoccuparsi di aver presentato alle scorse amministrative un candidato fallimentare come Eva Bonini e se Sel è stato sconfitto deve farsene una ragione. Il gruppo di minoranza capeggiato dalla stessa Bonini mi accusa in Consiglio comunale perché ormai non sa più a cosa attaccarsi. Marras ha organizzato una petizione, firmata finora da soli 5 maglianesi, di cui 3 consiglieri di opposizione, a conferma che i cittadini approvano la mia linea politica”.

Per me i veri simboli dell’eccidio sono la lavagna e il monumento commemorativo – continua Cinelli -. Fra l’altro, il terreno dove sorge la lapide è stato devastato dall’uragano del cinque marzo scorso e in due settimane lo abbiamo risistemato. Basta questo per far capire quanto per noi è importante ricordare questa strage. Inoltre, il 28 settembre verrà a Maiano Lavacchio la Soprintendenza per un sopralluogo in merito al restauro del monumento, come ho detto ieri a Bonifazi. Si tratta di un intervento pianificato molto prima che scoppiassero tutte queste polemiche”.

“Infine – conclude Cinelli, nessuno ricorda che 20 anni fa, quando era sindaco Giancarlo Tei, a Montiano esisteva il parco della rimembranza, con dei cipressi e delle lapidi che ricordavano i caduti delle due guerre mondiali. Bene, Tei ha preso quelle targhe e le ha spostate nel centro della frazione senza che ci fosse alcuna polemica, mentre il parco è stato completamente abbandonato. Noi amministriamo il Comune da oltre un anno e abbiamo sempre fatto gli interessi dei cittadini, tanto che il consenso nei nostri confronti è in continua crescita”.

L’eccidio di Maiano Lavacchio non è stato compiuto nell’edificio che vogliamo vendere – spiega l’assessore comunale alla cultura, Mirella Pastorelli, mi sono documentata a dovere sull’accaduto e posso dichiararlo con certezza. Le polemiche nate in ambito politico sono vergognose e strumentali, perché questa strage riguarda tutti, a prescindere dall’appartenenza ad un partito. Il vero simbolo di questo fatto storico è il monumento nel luogo in cui i ragazzi sono stati fucilati” .

“In occasione dell’ultima commemorazione dell’eccidio – continua Mirella Pastorelli, che si è svolta lo scorso 21 marzo, abbiamo notato che il monumento che ricorda la strage era in condizioni pietose. Quindi, abbiamo chiesto alla direttrice dell’Isgrec Luciana Rocchi di mettere in campo un’azione comune per il restauro. Il 5 giugno scorso abbiamo organizzato una cena per raccogliere fondi da destinare ai lavori sul monumento, per cui c’è bisogno di 20mila euro, a cui è intervenuto anche Bonifazi. Abbiamo chiesto il contributo di qualche privato, ma nessuno ha voluto sborsare niente; abbiamo interpellato la Soprintendenza, ma non ci ha risposto. Quindi, ho scritto al Ministero dei beni culturali, che ha sollecitato la Soprintendenza ad intervenire e il 28 settembre ci sarà l’incontro che ha citato il sindaco Cinelli”.

“La decisione di vendere la scuola di Maiano Lavacchio – aggiunge Amanda Vichi, capogruppo di maggioranza in Consiglio comunale – è stata una scelta ponderata anche dai Consiglieri. Mi dispiace che ci siano state polemiche sterili ed offese gratuite, ma questi attacchi sono solamente una ricerca di visibilità da parte di alcuni politici. La maggioranza approva la decisione della Giunta e vorremmo anche che ci fosse la possibilità di aprire un tavolo di discussione sul futuro di questo edificio, magari con il contributo di qualche ente”.

Nella foto, da sinistra: Amanda Vichi, Diego Cinelli e Mirella Pastorelli

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