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Lavoratori precari della scuola: incontro della Cgil sul ricorso da presentare

di Redazione
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Con la sentenza del 26 novembre 2014, la Corte di Giustizia europea ha ribadito il principio in base al quale tutti i lavoratori precari del comparto scuola possono chiedere la tutela piena dei diritti riconosciuti dalla normativa vigente e, pertanto, agire davanti al Giudice del lavoro al fine di ottenere la stabilizzazione del loro rapporto, ove si sia protratto per oltre trentasei mesi di servizio presso lo stesso datore di lavoro pubblico, oltre al risarcimento del danno.

Il principio di diritto su cui si basa la sentenza è il contrasto della normativa italiana con quella europea, in quanto il nostro attuale sistema non prevede misure dissuasive e preventive dell’abuso di contratti a termine. Da noi spesso si ricorre al risarcimento forfettario che non sempre è un deterrente – si legge in un comunicato della Flc Cgil di Grosseto -. Inoltre, la Corte ritiene che non sia sufficiente che lo Stato dichiari l’intenzione di bandire i concorsi: deve indicare tempi certi del loro espletamento. Infine, il principio che non si deve abusare di contratti a termine laddove si manifestano esigenze permanenti vale sia per il settore pubblico sia per quello privato. La sentenza ha fatto da apripista alle speranze di centinaia di migliaia di precari che da anni coprono posti vacanti facendo funzionare le scuole, gli enti di ricerca, le università e tutte le pubbliche amministrazioni”.

L’incontro

Per informare sugli effetti della sentenza, la Flc Cgil di Grosseto organizza su questi temi un incontro nel salone del sindacato, in via Repubblica Dominicana 80, a Grosseto, in programma giovedì 8 gennaio alle 17, rivolto a tutto il personale docente e Ata che ha completato le procedure richieste per il ricorso o che volesse intraprenderlo adesso.

All’incontro sarà presente l’avvocato Paola Pippi.

Anche a Grosseto ci sono cause pendenti dei precari che chiedono il ruolo o il risarcimento danni al Tribunale di Grosseto e altre centinaia di domande di ricorso potrebbero essere presentate – spiega Stefano Rosini, coordinatore di ‘Orgoglioprecario.it’- . Nel 2015 ci aspettano i frutti del parere espresso dalla Corte di Giustizia europea sull’abuso di contratti a termine attuato in Italia per troppi anni. Anche a Grosseto, come già sta avvenendo in tutta Italia, tutti i supplenti sino ad oggi illegittimamente non assunti chiederanno ai tribunali locali un adeguato indennizzo per il mancato provvedimento di assunzione. Oltre che il riconoscimento degli scatti di anzianità, il pagamento dei periodi non lavorati tra una supplenza e l’altra e l’immissione in ruolo”.

Ecco perchè questo anno sarà quello che consacrerà il parere espresso lo scorso 26 novembre dalla Corte di Giustizia europea, attraverso l’assunzione dei 150mila docenti precari già previsto dalla Legge di stabilità 2015. A proposito delle assunzioni non si capisce come mai siano stati dimenticati inspiegabilmente gli Ata, gli amministrativi, tecnici e ausiliari della scuola, visto che rappresentano un elemento chiave per la funzionalità delle nostre scuole – continua Rosini -. Nelle prossime settimane partiranno le richieste per i risarcimenti danni arrecati agli stessi supplenti da una politica miope alle chiare indicazioni provenienti sempre dall’ Europa a partire dal 1999, con la direttiva 70/CE. All’interno di tutto questo si dovrà chiedere ai giudici del lavoro anche l’assegnazione di quegli scatti automatici sino ad oggi riservati al solo personale di ruolo, arrecando un vantaggio economico per i precari ricorrenti permanente, visto che si spalmerà su tutte le mensilità del lavoratore sino alla pensione e con influssi positivi pure sull’assegno di quiescenza”.

Ricordiamo che oltre al risarcimento forfettario e agli scatti di anzianità, infatti, i risarcimenti in arrivo riguardano anche il pagamento dei periodi non lavorati tra una supplenza e l’altra. Oltre che, ovviamente, l’obbligo di costituzione di un rapporto a tempo indeterminato. Tutto ciò non vale solo per la scuola, ma per tutto il pubblico impiego – conclude Rosini. E’ per questo che vorrei ricordare pertanto a tutti coloro che detengono i requisiti per l’assunzione e i risarcimenti (36 mesi di servizio anche non continuativo su posti vacanti, come indicato dalla sentenza europea di fine novembre) di presentare apposito ricorso”.

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