Secondo Legambiente il progetto Tirrenica continua a essere un’opera dannosa e inutile per la Maremma, che ha invece bisogno di un’immediata apertura dei cantieri per la messa in sicurezza dell’attuale Aurelia.
L’associazione del Cigno verde esprime soddisfazione per le parole di Emilio Bonifazi, Monica Paffetti e Luigi Bellumori sulla richiesta di adeguamento dell’Aurelia con fondi pubblici senza pedaggio e con un minore impatto ambientale, che rappresenta un momento decisivo per coinvolgere l’assemblea dei sindaci della Provincia di Grosseto, chiedendo alla Regione Toscana e al Governo di dare seguito a un percorso che porti subito all’adeguamento dell’Aurelia.
“Invitiamo tutti i Comuni della costa tirrenica, a partire da quelli maremmani, ad approvare in Consiglio comunale – afferma Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente – un ordine del giorno che preveda l’immediata messa in sicurezza dell’Aurelia. Siamo in una situazione paradossale in cui non ci sono possibilità di realizzare il corridoio autostradale per mancanza di fondi e ancora non si è avviato alcun percorso concreto per quella che rappresenta l’unica vera politica perseguibile di buon senso: la messa in sicurezza dell’Aurelia, che continua a essere una delle arterie più pericolose d’Italia. In alcuni tratti, infatti, continuano a esserci due corsie pericolosissime per gli automobilisti: bisogna eliminare gli ingressi a raso e abbandonare qualsiasi ipotesi di nuovo tracciato autostradale non realizzabile per i flussi di traffico diminuiti e per il costo esagerato. Occorre, infine, potenziare la tratta ferroviaria tirrenica e realizzare la ciclopista tirrenica”.
Legambiente invita quindi i Comuni costieri a far sentire la propria voce al Governo centrale e alla Regione Toscana, chiedendo la messa in sicurezza in tempi rapidi e con fondi pubblici adeguati (molto minori rispetto alle cifre faraoniche che richiede l’autostrada) di tutto il corridoio tirrenico, senza pedaggio e seguendo le linee guida del progetto Anas 2000, adeguandolo e rivedendolo secondo le esigenze di sicurezza e dei territori.

