Questa mattina il vescovo Rodolfo ha incontrato i giornalisti per consegnare il suo primo messaggio pasquale che riportiamo di seguito:
“Ai fratelli e alle sorelle della Diocesi di Grosseto,
alle Istituzioni,
alle donne e agli uomini di questa Terra di Maremma
Carissimi/e, Buona Pasqua!
Il Signore è risorto! Si, è veramente risorto: egli è vivo!
Celebro questa Festa per la prima volta insieme a voi. Inizio il mio augurio con le parole dei nostri fratelli cristiani di Gerusalemme i quali, uscendo dalla Basilica della Resurrezione (Anastasis – Santo Sepolcro), si dicono l’un l’altro: Il
Signore è risorto! Sì, è davvero risorto!
Un augurio-messaggio che vorrei ci confermasse nel fondamento della nostra fede: la resurrezione di Gesù ci riguarda, siamo immersi in essa, ci comunica la Vita, la sua Vita!
E’ un annuncio che riempie il cuore, ridà entusiasmo alla speranza. Vorrei che ognuno lo sentisse forte e ne divenisse portatore fecondo là dove vive: la fede nella Resurrezione è contagiosa, diffusiva, perché la Pasqua è sicurezza
della partecipazione attiva di Dio al nostro profondo desiderio di bene, di un respiro nuovo perché la vita sia pulsante in noi e attorno a noi.
Auguro a tutti, anche a chi si sente lontano da un cammino di fede o da una appartenenza ecclesiale, di essere “contagiato” dal messaggio di Pasqua. La sua forza ribalta ogni peso che soffoca la vita, scardina il senso di apatia e di tristezza che inquina e uccide ogni impegno e ogni dedizione.
Che tutti possiamo riappropriarci di un gusto di vivere non chiuso in sé, ma aperto al bene della condivisione, del dono, dell’incontro. Pasqua vince la morte, toglie la paura, sgretola i particolarismi, chiama ad ampliare i confini
della propria fiducia e ricompatta coloro che si sono fidati del modo di vivere di Gesù. Egli ha indicato al mondo un modo di vivere che ha vinto anche la morte.
Ora Egli è il Vivente che comunica una misura alta della vita: può fecondare le nostre piccole vite, far saltare i limiti del negativo che abita anche in noi.
Questo è la Sua gioia: la Gloria di Dio è l’uomo vivente (S. Ireneo)!
Credere alla Resurrezione, viverne la gioia allora non è aderire ad una bella idea, a un annuncio consolatorio. E’ essere di Qualcuno, appartenergli, sentirsi vivi della Sua vita… E’ vivere il suo stesso stile di vita abbandonando la
mediocrità, l’assuefazione al male, il lasciar correre… E’ farsi carico di tutto ciò che può generare storie nuove, relazioni sane, rapporti di giustizia.
Sì, perché la fede si incarna nelle situazioni in cui viviamo, anche in quelle che feriscono il nostro tempo e la nostra terra: il male profondo del peccato, la proposta di modi di vivere che non hanno anima, l’abbassamento dei livelli
di vita dignitosa, la mancanza del lavoro, l’esclusione che porta allo “scarto”, le proposte di vita che inaridiscono i rapporti, il rinchiudersi nel proprio “benessere” facendo finta di non vedere …
L’esperienza dell’incontro con Gesù risorto ricreò la comunità dei suoi discepoli, ricostruì i rapporti, ridiede fiducia: il suo di modo di vivere non fu una bella idea, fu forza vincente, amore che arrivò fino alla fine, davvero! Ne
siano parte: destinatari e attori.
Questa fede, dentro la storia si è sempre tradotta in carità.
I suoi contenuti prendono il volto di ognuno, specie di chi è solo, o si crede dimenticato: se vi è gioia è perché sia condivisa, se vi è vita è perché sia donata.
Ognuno intuisca dove la gioia di Pasqua gli chiede di guardare.
Prego il Signore perché tutti ne abbiamo il coraggio.
Egli vi dia Pace!
E’ la sua prima parola di Pasqua, è il mio augurio!
+ Rodolfo, vescovo“
Sempre nella mattinata di oggi il vescovo Rodolfo, insieme a Don Enzo, ha fatto visita alla comunità della Steccaia: “I ragazzi mi hanno messo a contatto con la loro vita – ha commento il vescovo Rodolfo- . Ci siamo presentati e mi hanno raccontato i loro desideri. Questa è la Pasqua: uscire da ciò che è morte, pesantezza. Siamo tornati senza parole, ma con la consapevolezza che quei giovani hanno la serietà e la voglia di ricominciare“.

