Ad un mese dalla morte di Irina, le donne di Grosseto si mobilitano per ricordarla e lo fanno attraverso le associazioni di cui fanno parte: Raccontincontri, il centro Donna, l’associazione Olympia de Gouges, l’Arci e l’associazione moldava.
Un flash mob semplice quello che si è svolto questa mattina in piazza Dante a Grosseto, semplice come era Irina e semplice come il modo in cui tutti hanno fatto cadere questo femminicidio nel dimenticatoio.
“Vogliamo che tutte le donne sappiano che hanno la possibilità di essere tutelate , bisogna far in modo che il codice rosa venga attivato nei casi in cui ce n’è bisogno –dichiara fermamente l’ex presidente di Olympia, Gabriella Lepri-. Coloro che si sono rivolte a noi non hanno fatto questa fine atroce.
Il nostro centro antiviolenza fa uscire la donna dallo stato di dipendenza e fa in modo che riacquisti la sua identità”.
“Il fenomeno della violenza è strutturale e culturale, non di emergenza come vogliono farci credere”, aggiungono dall’ufficio di presidenza di Olympia.
“La città è un po’ assente e glielo vogliamo ricordare – ha aggiunto Anna Guidoni, Responsabile Politiche Sociali Arci-. L’Arci si è unito convintamente per ricordare Irina a un mese dalla sua scomparsa. Spesso questi fatti vengono chiamati con nomi diversi da ciò che sono realmente, non sono omicidi, non sono semplici fatti di cronaca: sono femminicidi. Quando l’uomo non riesce a dominare la donna, a sopraffarla passa al femminicidio. Ci vorrebbero più fondi per la costruzione di centri antiviolenza, la scuola e le istituzioni inoltre devono sensibilizzare ancora di più su questo problema. I dati ufficiali dicono che solo il 7% delle donne denunciano quello che succede loro”.

