Aggregarsi, sfruttare la Pac e l’Expo 2015, avere rapporti solo con le banche del territorio e creare un piano industriale dell’agricoltura maremmana.
Sono questi gli elementi più importanti emersi dall’assemblea annuale di Confagricoltura Grosseto, che ha avuto come location, assolutamente voluta, la cittadina simbolo di Albinia. Nei locali del circolo bocciofilo allestiti per l’occasione, nel suo saluto introduttivo il sindaco Monica Paffetti ha richiamato le istituzioni a lavorare perché su Orbetello arrivino celermente le risorse per ripartire perché oggi le imprese agricole sono al palo.
Quindi, la parola è passata al presidente di Confagricoltura, il cui intervento accalorato ha più volte strappato lunghi applausi alla platea. Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha toccato il tema dei risarcimenti “che nessuno utilizzerà – ha spiegato – perché prevedono l’investimento del 92% della spesa.” Vivarelli ha quindi rincarato la dose: “Ritengo vergognoso che il Governo ci abbia dimenticato.”
Subito politiche degli invasi e del risparmio idrico e che i Consorzi di Bonifica agiscano anche negli ambiti privati.
Il presidente ha poi parlato di Agrinsieme e di “come sia importante oggi abbassare gli steccati della rappresentanza e non si ricerchino iniziative condivise utili allo sviluppo economico del settore. Solo facendo massa critica è possibile sensibilizzare la politica, se riusciremo a fare come abbiamo fatto, separare le barriere del separatismo sindacale e le barriere sindacali, premesso che le individualità di ognuno rimangono ma al servizio degli altri. Sono gli uomini che fanno il sindacato e non i teoremi, ma i teoremi poi fanno la pratica”.
Spinosa la questione del rapporto con il credito, giudicato “vergognoso”.
“Non si può dare i soldi a chi già ce li ha – ha detto Vivarelli Colonna -. E’ come dare la medicina quando uno sta bene. E’ inutile stabile misure a sostegno delle aziende quando il 90% di loro non ha le possibilità di attingere a questi aiuti perché le banche non erogano il credito in quanto non sono in regola con i pagamenti. Sono indignato.”
Intensa anche la questione della Pac e le sue ricadute territoriali e sulla tassazione, definita “un esproprio patrimoniale prolungato”.
Sulle biomasse, Vivarelli ha chiesto l’applicazione del Decreto ministeriale del luglio 2012 sia per gli impianti esistenti che per i nuovi, mentre sul vino a chiesto di creare una unica struttura di promozione “che racchiuda le individualità senza snaturarle ma trovando un meccanismo tecnico di sinergizzazione e rendere il settore più forte.”
Apprezzamento al lavoro di Sani e Faenzi in commissione agricoltura. E proprio il presidente della Commissione alla Camera, Luca Sani ha detto che c’è un rinnovato interesse per l’agricoltura “Dobbiamo cogliere questa occasione valorizzando il fatto che tutti all’interno della filiera devono fare reddito e approfittare di due grandi passaggi – ha dichiarato Sani -: la riforma della Pac, il cui negoziato è stato chiuso positivamente per gli stati mediterranei e l’Expo 2015, che tratterà i temi della sostenibilità del pianeta e dell’ambiente e coinvolgerà chi come noi ha un approccio all’ambiente e all’agricoltura. La questione credito è poi fondamentale. Convocherò l’Abi in commissione per capire là dove ci si spinge oltre la legge.”
Sul fonte delle calamità, Sani ha detto che non ci sono più i soldi: “Siamo in una situazione in cui a fronte di due miliardi di richieste di indennizzi di danno c’è una disponibilità del fondo di solidarietà nazionale di 18 milioni, che chiederemo al Governo di rimpinguare.”
Riconosciuto da Sani un grande valore dell’esperienza Agrinsieme: “Il fatto che si trovino questi soggetti uniti è un grande valore di cui la politica e le istituzioni ne devono tenere conto e ne tenga conto il resto del contesto associativo che opera in agricoltura.”
Infine, il parlamentare ha invitato ad usare la sua figura per i passaggi prossimi dalla Pac, all’Expo 2015, agli indennizzi dei danni da animali selvatici.
Sull’acceso al credito il presidente della Camera di Commercio, Giovanni Lamioni, ha lanciato la proposta che il territorio lavori con le banche del territorio, “quelle che investono sul territorio e che scommettono sulle scommesse di un territorio e non quelle che si considerano tali solo aprendo un bancomat. Costruiamo con le banche che ci stanno un pacchetto Maremma, dove dentro ci mettiamo alcune partite, due o tre punti di specificità e su quelle si misurano senza sconti, condividendoli con il sistema delle imprese e delle associazioni, dove si chiedono interventi con plafond ad hoc. Così capiremo chi è banca del territorio o semplicemente una banca.”
Apprezzati anche gli interventi del presidente della Provincia, Leonardo Marras, che ha ribadito l’importanza della aggregazione e della coesione nella stesura del Psr “sulla quale l’agricoltura maremmana deve avere un ruolo attivo. La battaglia non è quella istituzione, ma accelerare questi processi aggregativi e aprire una sorta di piano industriale per l’agricoltura. Della razionalizzazione, alla concertazione degli strumenti e avere il coraggio di dire a chi resiste che sbaglia e casomai marginalizzarlo. Non abbiamo altre occasioni.”.
Apprezzati gli interventi della presidente Diana Theodoli Pallini e del presidente regionale di Confagricoltura Francesco Maria Fulcis. La prima ha ribadito il concetto dell’essere rete in agricoltura, mentre il secondo ha richiamato l’opportunità offerta dal Psr in Toscana.
Dopo il dibattito assembleare si è celebrato il momento conclusivo del progetto Xfarm, che ha visto collaborare l’Istituto Tecnico Agrario Leopoldo II di Lorena, con la descrizione dei progetti riconosciuti vincitori e realizzati dagli studenti e la premiazione degli stessi.
Hanno ricevuto una pergamena e 700 euro di borsa di studio le studentesse Eleonora Tenti e Giulia Pellegrini, risultate vincitrici del concorso imprenditoriale bandito lo scorso anno e strutturato sulla idea realizzativa di un’impresa agricola o agrituristica innovativa in cui sono coniugati e declinati gli aspetti della agricoltura integrata e della valorizzazione delle produzioni locali.

