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“Dopo quattro anni veramente drammatici, possiamo finalmente definire ‘buono’ l’andamento dell’agricoltura nel 2015”.
Con queste parole, il presidente della Cia di Grosseto, Enrico Rabazzi, traccia un bilancio in merito all’anno che sta per concludersi.
Il bilancio
“A partire dal 2010, il nostro territorio è stato colpito da quattro alluvioni – spiega Rabazzi –, il 2012 è stato flagellato dalla siccità, per la quale ancora non abbiamo ricevuto gli indennizzi, mentre il 2014 è stato caratterizzato dagli attacchi della mosca, che ha provocato la riduzione del 90% della produzione olearia. Per fortuna, quest’anno la tendenza negativa nel settore agricolo si è invertita”.
“Il 2015 è andato meglio – entra nel dettaglio il presidente della Cia grossetana, affiancato dal direttore dell’associazione Angelo Siveri –: l’ortofrutta non è stata colpita da gelate o grandinate, le presenze negli agriturismi sono aumentate, la produzione dei pomodori ha fatto registrare un incremento, così come la castanicoltura, flagellata nel 2014 dagli attacchi del cinipide”.
“Sempre lungo il corso di quest’anno – continua Rabazzi –, il settore zootecnico può vantare delle buone produzioni, mentre la produzione del settore ovicaprino è calata di circa il 3%, soprattutto a causa dei frequenti attacchi alle greggi che hanno decimato gli allevamenti. Per quanto riguarda questo settore, ci aspettiamo una maggiore tutela da parte dello Stato. In ogni caso, il 2015 è stato un anno buono anche dal punto di vista climatico e ambientale”.
Rabazzi coglie anche l’occasione per illustrare i progetti e gli impegni futuri della Cia di Grosseto.
Il futuro
“Venerdì 18 dicembre si terrà il seminario ‘Giovani imprenditori conquistano la terra’, che tratterà delle opportunità di sviluppo per l’impresa agricola – sottolinea il presidente -. Sempre di più, infatti, le nuove generazioni si avvicinano a questo settore: basti pensare che la Cia di Grosseto ha presentato 120 domande per il bando relativo ai finanziamenti del ‘Pacchetto giovani’”.
“Inoltre, a fine dicembre ci sarà un’audizione alla Camera per quanto riguarda il problema dei cinghiali e, più in generale, degli ungulati, che hanno messo in ginocchi le nostre imprese – spiega Rabazzi –. In questi giorni, il Consiglio regionale sta discutendo una legge ad hoc ed attendiamo che si possa concretizzare una normativa specifica che consenta di dare il giusto equilibrio a questo fenomeno”.
Infine, Rabazzi lancia un appello alle altre associazioni agricole affinchè possano collaborare per realizzare una precisa unità di intenti: “Se le varie associazioni non sono unite – evidenzia il presidente della Cia – non si fa il bene dell’agricoltura, ma anche delle stesse imprese. Il settore sta vivendo un momento difficile ed è soltanto grazie ad una proficua intesa che si possono combattere certe battaglie”.
“A questo proposito – conclude Rabazzi – abbiamo saputo che un’altra associazione agricola ha scritto ai nostri membri e alle nostre imprese per chiedere di iscriversi nel 2016, vantandosi di garantire certi servizi che ormai noi offriamo da anni. Trovo questo comportamento molto scorretto e, proprio per questo, la Cia ha replicato inviando una lettera aperta non solamente ai suoi soci, ma anche ad altre imprese agricole, per illustrare i progetti del 2016”.

