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Grosseto. In occasione della Giornata internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori domestici, che si celebra ogni anno il 16 giugno, la Filcams Cgil di Grosseto rilancia il proprio impegno a favore di una categoria troppo spesso invisibile, eppure fondamentale per il welfare del nostro Paese.
Colf, badanti e baby-sitter rappresentano oggi un pilastro insostituibile della cura delle persone, in particolare degli anziani e dei minori. Eppure, il settore continua a essere segnato da irregolarità, precarietà lavorativa e da una legislazione che non garantisce ancora pari dignità rispetto agli altri lavoratori.
I dati
A livello nazionale, secondo gli ultimi dati consolidati (2024) dell’Osservatorio statistico Inps, i lavoratori domestici contribuenti sono 817.403 (registrando una flessione del 2,7% rispetto all’anno precedente). In Toscana il comparto conta 71.191 regolarmente assunti (pari all’8,7% del totale nazionale). Spostando l’obiettivo sul nostro territorio, i dati Inps provinciali più recenti fotografano come nella provincia di Grosseto i lavoratori domestici regolari abbiano ricevuto una contrazione costante (salvo il periodo della sanatoria Covid 2020): i lavoratori registrati sono infatti passati dai 3.856 del 2015 ai 3.562 del 2024.
L’analisi storica della tabella Inps evidenzia inoltre un progressivo e marcato invecchiamento della stessa categoria professionale nel grossetano: se calano vistosamente le fasce d’età centrali (tra i 30 e i 49 anni), crescono invece i lavoratori più anziani, con la fascia dei “65 anni e oltre” che in dieci anni è quasi triplicata, passando dalle 174 unità del 2015 alle 467 del 2024. Se sommiamo la fascia “60-64” (606 lavoratori), vediamo che a Grosseto ben 1.073 lavoratori domestici su 3.562 (circa il 30% del totale) hanno più di 60 anni.
Analizzando le mansioni, emerge una prevalenza dei servizi di assistenza e cura alla persona. Negli ultimi dati a disposizione, le badanti (per l’assistenza ad anziani o non autosufficienti) superano le 2.000 unità, mentre le colf (addetti ai servizi domestici) sono poco superiori alle 1500.
Questi numeri riflettono non solo il bisogno di cura delle famiglie maremmane, ma anche la necessità urgente di politiche che favoriscano il ricambio generazionale e l’emersione del lavoro nero.
Pier Paolo Micci: «Bene il rinnovo contrattuale ma c’è ancora molta strada da fare»
«Colf, badanti e baby-sitter non sono lavoratrici di serie B – afferma Pier Paolo Micci, segretario di Filcams Cgil Grosseto -. Svolgono un lavoro di cura che sostiene l’intera società e meritano contratti regolari con tutele concrete, salari giusti e il pieno riconoscimento del loro ruolo. Per questo la Filcams continua a battersi ogni giorno al loro fianco e ricorda che solo tramite la regolarizzazione di un contratto si può godere pienamente dei propri diritti».
Un passo importante in questa direzione è stato compiuto lo scorso ottobre quando Filcams Cgil, insieme alle altre sigle sindacali, ha siglato il rinnovo del Ccnl lavoro domestico, applicato a oltre 817mila assistenti familiari. Il nuovo contratto, in vigore dal 1° novembre 2025 e valido fino al 31 ottobre 2028, introduce per la prima volta aumenti significativi dei minimi salariali, nuove tutele per la genitorialità, il congedo di paternità obbligatorio, la previdenza complementare e il diritto a permessi per l’assistenza ai familiari con gravi disabilità.
«Il rinnovo contrattuale è stato un traguardo che doveva essere raggiunto – sottolinea Micci -. Ma c’è ancora molta strada da fare. Pensiamo per esempio al divieto del licenziamento “ad nutum”, che oggi permette al datore di lavoro di interrompere il rapporto in qualsiasi momento senza giustificazione. O alla necessità di spazi pubblici di socializzazione per chi vive isolato nelle case delle persone assistite. Chi lavora nel settore per la stragrande maggioranza sono donne e queste lavoratrici hanno bisogno di una voce collettiva, maggiori tutele, condizioni di lavoro sostenibili e la Filcams Cgil è qui per questo».
La Filcams Cgil di Grosseto ribadisce che le proprie porte sono sempre aperte per tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore domestico, una categoria sempre più importante e centrale nella cura delle persone. Chi ha bisogno di informazioni, assistenza contrattuale o vuole semplicemente sapere quali tutele gli spettano può rivolgersi alla sede territoriale.
«Invitiamo ogni lavoratrice e ogni lavoratore domestico della provincia a venirci a trovare – conclude Micci -. Non siete soli. La Filcams è qui, e siamo qui per voi».
Informazioni utili per le famiglie e i lavoratori: le agevolazioni della Regione
In un’ottica di supporto alla cittadinanza e per favorire la regolarizzazione del lavoro di cura, si ricordano i principali servizi e sostegni economici messi a disposizione dalla Regione Toscana per la non autosufficienza e la fragilità:
- Pronto Badante. Un servizio di sostegno rivolto all’anziano (almeno 65 anni, residente in Toscana) nel momento in cui si presenta per la prima volta una situazione di fragilità. Prevede l’erogazione, tramite Libretto Famiglia, di un voucher una tantum di 300,00 euro (pari alla copertura di massimo 30 ore) per le prime necessità, oltre al supporto di un tutor per l’orientamento e la gestione del rapporto di lavoro;
- PuntoInsieme. Costituisce la vera e propria “porta d’ingresso” dei servizi territoriali per le persone anziane non autosufficienti e per i loro familiari. Presso questi sportelli è possibile avviare l’indagine sociale e sanitaria per accedere alle prestazioni del sistema pubblico e ai Progetti di assistenza personalizzati (Pap);
- Centro di ascolto per il caregiver familiare. Un servizio regionale mirato a sostenere il benessere psicologico e l’orientamento di chi si prende cura quotidianamente di un familiare non autosufficiente, offrendo informazioni e supporto specialistico.

