Home AmbienteCambiamenti climatici, il Wwf lancia un sondaggio: ecco come partecipare

Cambiamenti climatici, il Wwf lancia un sondaggio: ecco come partecipare

di Redazione
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Grosseto. Il Wwf, in collaborazione con il Centro euro mediterraneo sui cambiamenti climatici e al movimento Laudato Sì, ha lanciato un monitoraggio territoriale per iniziare un dialogo con i cittadini e i territori sulla crisi climatica.

Il sondaggio

Il sondaggio ha l’obbiettivo di non partire da scenari globali, ma dall’esperienza diretta delle persone, vere sentinelle del territorio. Attraverso il questionario il Wwf vorrebbe:

  • valutare la consapevolezza dei cittadini, identificare chiaramente quanti abbiano reale coscienza del problema e dell’importanza degli impatti climatici nella vita quotidiana;
  • valutare le misure attive già prese, verificare come la popolazione affronta concretamente il rischio climatico sul proprio territorio;
  • valutare i sistemi di tutela e protezione, analizzare l’effettiva capacità delle istituzioni e delle assicurazioni nel supportare, proteggere e aiutare i cittadini nella gestione e nel recupero a seguito di queste emergenze;
  • raccogliere esperienze dirette permetterà di avere una visione globale della consapevolezza e del reale cambiamento in atto.

I risultati verranno vagliati con il Cmcc, che ci ha fornito il supporto scientifico. Il questionario si può comp solo online seguendo le indicazioni del vademecum allegato.

“La Maremma, data la sua collocazione geografica, sta già risentendo da molti anni di questo cambiamento e pertanto sarà molto importante che gli amministratori, gli imprenditori, gli agricoltori e chi è demandato a gestire il territorio in ogni sua forma – si legge in una nota di Fabio Cianchi, direttore della riserva naturale e dell’oasi Wwf di Bosco Rocconi -, sia consapevole del problema, in modo che si possano mettere in atto tutte quelle misure possibili e necessarie a mitigare il cambiamento. Una gestione attenta ed un maggiore rispetto ambientale consentirà di avere anche una maggiore resilienza. Le aree protette svolgeranno un ruolo importante anche a nostra difesa, ma da sole non saranno sufficienti, occorre un cambio deciso nella gestione del territorio, dei fiumi e dei boschi oltre che nelle campagne, ma soprattutto sarà necessario un cambio radicale nel nostro stile di vita”.

Link diretto al questionario: https://forms.office.com/e/FMa71g7qJ3

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