Follonica (Grosseto). Il Consiglio comunale di oggi ha approvato la modifica al regolamento edilizio sui cambi di destinazione d’uso dei fondi commerciali.
Per il consigliere Giacomo Manni (gruppo misto) si tratta di «una scelta necessaria, dopo anni in cui molti negozi si sono trasformati in piccoli alloggi privi degli standard minimi, con un evidente indebolimento del tessuto commerciale e della qualità urbana».
Secondo Manni «i fondi commerciali non sono semplici locali: rappresentano presenza, vitalità, sicurezza. Quando chiudono, i quartieri perdono anima e servizi».
Pur condividendo la norma, il consigliere ha ricordato che il fenomeno dei cambi d’uso è stato alimentato da un problema più ampio: «Molti giovani sono riusciti a vivere, e talvolta ad acquistare casa, solo grazie a questi piccoli alloggi ricavati dagli ex negozi, perché erano gli unici economicamente accessibili. È la prova che Follonica ha bisogno di una politica dell’abitare moderna, che includa canoni sostenibili, affitti calmierati e strumenti simili a quelli del Fondo Housing regionale. Non si può lasciare al mercato il compito di decidere chi resta e chi è costretto ad andare via».
La discussione di oggi è stata segnata anche dalle recenti dichiarazioni del consigliere Riccardo D’Ambra, che ha parlato di “fatti gravi” avvenuti dall’inizio della legislatura. Su questo punto Manni è stato chiaro: «In Consiglio comunale non si possono lanciare affermazioni così pesanti e poi lasciarle sospese. Se esistono fatti rilevanti, vanno riferiti nelle sedi competenti; se non esistono, è altrettanto grave creare ombre senza chiarirle. La città ha diritto alla trasparenza, non a messaggi che alimentano incertezza».
Al quadro politico si aggiunge l’ennesimo rinvio della Commissione Urbanistica, saltata giovedì per mancanza del numero legale. «La variante Alloggi non è arrivata nemmeno in discussione – ha osservato Manni – e la cosa più preoccupante non è il rinvio in sé, ma il fatto che la maggioranza non riesca a garantire i numeri neppure sui propri atti. Una città non può avanzare tra assenze, tensioni interne e strumenti urbanistici che appartengono a un’altra stagione».
Il consigliere ha ribadito la sua contrarietà alla variante, spiegando che «non risponde più alle esigenze reali di Follonica: oggi servono soluzioni nuove, residenze accessibili e modelli abitativi contemporanei, non previsioni superate».
Un ulteriore elemento emerso dal dibattito riguarda il ruolo degli assessori: «Gli interventi politici più strutturati arrivano quasi sempre da loro – ha sottolineato Manni -. Lo dico con rispetto, ma il Consiglio comunale è il luogo della rappresentanza: se a sostenere il dibattito sono sempre gli assessori, significa che l’aula non riesce a esprimere pienamente il proprio ruolo. La qualità delle istituzioni passa anche da qui».
Manni ha concluso ricordando che «le nuove regole sui cambi d’uso sono un passo avanti, ma da sole non bastano». Secondo lui servono «stabilità politica, trasparenza dopo le parole di D’Ambra e politiche dell’abitare capaci di dare ai giovani una prospettiva concreta per restare a Follonica».
Senza una visione e una maggioranza che riesca a sostenerla, ha aggiunto, «la città rischia di rimanere ferma proprio quando avrebbe più bisogno di guardare al futuro».

