Grosseto. “Giani, assieme all’assessore Baccelli, hanno sbandierato per mesi la gara per il trasporto pubblico locale marittimo e l’investimento da 192 milioni di euro, peccato che il tutto sia slittato e si debba ancora aspettare”. È quanto dichiara Guendalina Amati, candidata di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale nella circoscrizione della provincia di Grosseto.
“La Regione Toscana – prosegue Amati – si dimentica delle isole. Soprattutto di quelle piccole come il Giglio, e di coloro che vi abitano e vi lavorano. Le difficoltà quotidiane di chi non vive sulla terra ferma forse non riescono ad arrivare fino a Firenze. La prova lampante è lo slittamento del bando di gara regionale per l’affidamento del trasporto pubblico locale marittimo”.
“Giani – commenta Guendalina Amati -, che si candida di nuovo a fare il presidente della Regione, sapeva la data di scadenza e, invece di organizzare il tutto per favorire l’affidamento, non ha fatto niente. Gli abitanti dell’Isola del Giglio e delle altre isole dell’arcipelago toscano hanno bisogno di un servizio certo e puntuale, che permetta loro di raggiungere tutti quei servizi che nel loro territorio mancano o sono deficitari, come ad esempio quelli sanitari, e non solo”.
“Pertanto – continua Amati –, l’affidamento celere del trasporto marittimo diventa necessario, se non vitale, per gli isolani che vivono dodici mesi all’anno, e non solo quindici o venti giorni in estate l’isola. Infatti, proprio nel periodo meno turistico, le corse diminuiscono drasticamente, a differenza, invece, aumentano i problemi per chi resta. E questi sono i cittadini. Con l’inefficienza e l’inadeguatezza del trasporto marittimo, che si ripercuote poi anche su chi, da Porto Santo Stefano, deve recarsi sull’Isola del Giglio per lavoro come i pendolari. Pertanto, diventa fondamentale il contenuto del bando per il Tpl marittimo: bando, quest’ultimo, che deve andare incontro alle necessità di coloro che vivono sul territorio insulare”.
“Da parte della Regione Toscana, una volta per tutte, è arrivato il momento di garantire il principio della continuità territoriale. Questa volta, però, servono i fatti, e non solo parole, spesso gettate al vento, come accaduto fino adesso”, conclude Guendalina Amati.

