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Il caldaro: una zuppa per assaporare il Monte Argentario

Ricetta della tradizionale zuppa di pesce

di Giorgia Carantonis
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Monte Argentario (Grosseto). Se si sceglie il Monte Argentario come meta turistica per una gita tra mare cristallino, entroterra incontaminato, patrimonio storico e bellezze architettoniche, è bene saperlo subito: l’esperienza gastronomica non sarà da meno.

Lo splendido promontorio in provincia di Grosseto brilla, infatti, di una ricca tradizione culinaria, sintesi del perfetto incontro tra la terra e il mare. Un’identità dalle mille sfaccettature e colori che si riflette nei sapori del luogo, che affascina e che è in grado di soddisfare i gusti più disparati.

Tra le diverse prelibatezze, ce n’è una che richiama alla mente il rinomato piatto livornese, ovvero il cacciucco.

Si tratta del caldaro, tradizionale zuppa di pesce che prende il nome dal recipiente in cui veniva preparata in tempi lontani, quando, i pescatori di Porto Santo Stefano si predisponevano alle loro lunghe uscite dal porto. A bordo dei pescherecci erano soliti caricare, oltre alle attrezzature necessarie, qualche fetta di pane raffermo che, durante il viaggio, avrebbero trasformato in sostanziosa prelibatezza.

Nei giorni di navigazione, ogni pesce era quello giusto per preparare la loro zuppa: seppie, gallinelle, scorfani, murene, cozze, granchi, tracine, cicale di mare e pesci sanpietro finivano, appunto, nel caldaro e cuocevano fino a rilasciare una brodaglia che restituiva tutto il buono del mare in un solo assaggio. Un concentrato di sapori e di sostanza che oggi è possibile trovare in tante e diverse versioni che dipendono dai gusti personali e dalla disponibilità del pesce che si riesce a reperire.

Una volta assimilato il procedimento, è infatti possibile sbizzarrirsi in base alla stagione della pesca e mettersi alla ricerca dell’equilibrio che soddisfa maggiormente il proprio palato.

La ricetta

Ingredienti

  • 1 cipolla
  • Q.b. olio extravergine d’oliva
  • Peperoncino
  • 2 spicchi di aglio
  • Prezzemolo
  • Vino bianco
  • 1 litro brodo di pesce
  • 100 gr pelati
  • 200 gr seppie
  • 200 gr polpo
  • 1 scorfano
  • 1 coda di rospo
  • 1 gallinella di mare
  • 100 gr calamari
  • 1 tracina
  • 6 cicale di mare
  • Qualche fetta di pane raffermo

Preparazione

In una pentola molto capiente e dai bordi alti preparare il soffritto con olio evo, l’aglio, la cipolla, il peperoncino ed il prezzemolo tritato. Sfumare con il vino bianco. Unire, in ordine di cottura (dalla più lunga alla meno lunga), le diverse tipologie di pesce ben pulito. Unire i pelati e portare a cottura aggiungendo, di tanto in tanto, qualche mestolo di brodo di pesce affinchè il preparato non si asciughi troppo. Una volta pronto servire sulle fette di pane raffermo tostate ed agliate, accompagnando il piatto ad un bicchiere di vino locale.

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una zuppa per assaporare il Monte Argentario - hotdays 5 Agosto 2023 | 04:45 - 04:45

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