Se tra gli oggetti del golf è proprio il più piccolo, all’Argentario la pallina di questo sport è diventata gigante e trionfa come monumento di questa bellissima pratica sportiva nella rotonda stradale che si incontra nella provinciale tra Orbetello e Porto Santo Stefano, per ricordare anche la via che conduce all’Argentario Golf & Wellness Resort, uno dei luoghi di eccellenza del territorio delle Contrade marittime.
Artemare Club invita tutti coloro che passano per questa strada, che ha la ciclabile parallela lungo canale e laguna, ad ammirare questo bellissima creatività di golf e racconta che la pallina ha una lunga storia di più di 750 anni, con le sue origini nella costa est della Scozia. La prima era fatta di legno, fino a quando non fu ideata la pallina di piume, ma il golf come lo conosciamo, praticato da diversi soci e simpatizzanti dell’associazione con sede Porto Santo Stefano, viene giocato nel 1618 con una pallina di pelle, riempita di piume d’oca o di pollo, pallina sorprendentemente dura, martellata delicatamente per conferirle la necessaria sfericità e ricoperta da diversi strati di vernice. Palline molto più costose di oggi, in alcuni casi più degli stessi legni, che furono rimpiazzate solo dall’avvento della pallina in Gutta Percha, un albero molto comune in Malesia, duro, ma non fragile, morbido e malleabile alla temperatura dell’acqua bollente, realizzate nel 1848 da Adam Paterson, che fece sviluppare enormemente il gioco del golf. Più tardi vennero introdotti stampi d’acciaio o presse che creavano palline uniformi con particolari incisioni dalla forma più varia e le palline più note furono quelle marchiate dei fabbricanti di legni scozzesi, come Morris, Robertson, Gourlay e Auchterlonies; successivamente arriva la pallina in caucciù, inventata da un golfista di Cleveland, in Ohio, Coburn Haskell, insieme a Bertram Work, della società B. F. Goodrich Company, e fino ad allora i segni sulle palline lasciarono gradualmente il passo alle più aerodinamiche fossette o dimples che conosciamo oggi, usate per la prima volta nel 1908. Nel 1932 lo standard della dimensione e del peso della pallina fu stabilito dall’United States Golf Assn:, 42,67 millimetri di diametro ed un peso di 1,62 once (45,93 grammi). Al giorno d’oggi, con le evoluzioni tecnologiche le palline, sono diventate via via più veloci e la velocità raggiunta da Jack Zuback in un torneo nel 2007 è stata di 328 chilometri orari.
Bellissima idea l’abbellimento della strada principale dell’Argentario, con la pallina gigante da golf che sicuramente verrà fotografata e raccontata in tutti il mondo, perché i giocatori di questo sport sono internazionali e amano viaggiare per i continenti per praticarlo e il campo del Promontorio è tra i più belli d’Italia, con vista su laguna e mare: parola di Artemare Club, che nella sua sede ha in mostra accessori e libri di collezionismo di golf, giocato per un periodo dal presidente Daniele Busetto e dal figlio Jose Gregorio.

