“Una stalla su dieci si trova nell’incapacità di far fronte alle spese necessarie per attivare il processo produttivo con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista occupazionale, sociale, ambientale ed economico per i territori. Sono costretti a scegliere se pagare le bollette della luce oppure se dare da mangiare al bestiame, con i mangimi che hanno subito aumenti fino al 129%. La sopravvivenza della nostra pastorizia è appena ad un filo – spiega Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana –. A sfiancare le stalle c’è poi l’irrisolta emergenza predatori in Maremma, nei confronti dei quali oggi non ci sono strumenti normativi a tutela delle stalle se non indennizzi e recinzioni che non possono essere la soluzione. Il lupo è una specie protetta: è un principio che non abbiamo intenzione di mettere in discussione. Ciò che chiediamo è di intervenire per ridurre la popolazione ormai fuori controllo di canidi ed ibridi che dominano nelle nostre campagne e fanno razzie negli allevamenti. L’obiettivo è quello di ottenere un impegno preciso da parte della politica per consentire la modifica della legislazione nazionale in materia. Altrimenti tutto è inutile“.
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