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Regolamento urbanistico: il Comune adotta la variante, ecco le novità

di Redazione
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Con la variante al regolamento urbanistico adottata dal Consiglio comunale di Pitigliano nella seduta del 28 marzo, il Comune si pone due obiettivi: da un lato incentivare l’edilizia sostenibile, dall’altro favorire il recupero del patrimonio edilizio nelle campagne. Dalla pubblicazione sul Burt, i cittadini hanno 60 giorni di tempo per visionare la documentazione, presentare osservazioni e contributi in vista dell’approvazione definitiva, a cui si arriverà al termine della stagione estiva.

La variante, in particolare, introduce la possibilità di prevedere incentivi economici e volumetrici per gli interventi di edilizia sostenibile, attraverso la riduzione degli oneri di urbanizzazione e la possibilità di ottenere bonus volumetrici del 15%. Questi incentivi potranno interessare tutto il patrimonio edilizio, sia quello esistente che di nuova costruzione, sia le abitazioni private che le attività.

“Per interventi di edilizia sostenibile – spiega il sindaco Giovanni Gentilisi intendono tutti i lavori finalizzati a garantire un risparmio energetico o idrico e quindi un minore impatto ambientale. Solo per fare qualche esempio: l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua sanitaria, il cappotto termico, l’installazione di caldaie a bassa emissione o la raccolta di acqua piovane. La strategia adottata dall’amministrazione comunale attraverso gli strumenti di pianificazione urbanistica è quella di coinvolgere attivamente i cittadini nella tutela del territorio, nella consapevolezza che la qualità degli edifici incide positivamente sulla riduzione dei consumi e di conseguenza sulla sostenibilità ambientale e sulla qualità della vita delle persone”.

L’altro importante obiettivo perseguito dal Comune con la variante al regolamento urbanistico – prosegue il sindaco Giovanni Gentili è quello di dare nuovo impulso al recupero del patrimonio edilizio esistente delle zone rurali, tramite trasferimenti volumetrici, superando l’attuale limite del 20%, quale alternativa al consumo di nuovo suolo, nell’ottica della tutela del paesaggio delle nostre campagne e del sostegno alle aziende agricole.

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