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Emergenza sfratti, Sunia: “Situazione drammatica”. La testimonianza di un disoccupato

di Redazione
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Martedì 22 marzo il Sunia, insieme a Sicet e Uniat, sarà a Roma per protestare in maniera decisa per l’assenza di politiche attive di contrasto al disagio abitativo, dopo che dal primo gennaio di quest’anno sono stati sbloccati gli sfratti.

La situazione è pesantissima. Solo a Grosseto città sono centinaia le famiglie con sfratto esecutivo che stanno progressivamente uscendo di casa senza avere una soluzione alternativa che garantisca una vita dignitosa. In una città nella quale si pagano come minimo 450 euro per affittare un bilocale, con un’inflazione che oramai galoppa dal 4 al 6%.

«A oggi – sottolinea il segretario del Sunia grossetano, Antonio Terribile, nonostante le nostre reiterate sollecitazioni, in questa provincia non si è fatto nulla per porre un argine alle difficoltà di tante famiglie. Non è stata infatti insediata la Commissione disagio abitativo, che avevamo chiesto alla Prefettura e ai Comuni per programmare e gestire gli sfratti esecutivi. Né nel Comune di Grosseto, dove la tensione abitativa e particolarmente acuta, si è ancora costituita l’Agenzia per la casa, che avrebbe l’obiettivo di reperire alloggi sul mercato con la garanzia pubblica ai proprietari per concederli in affitto alle famiglie con disagio abitativo».

Esemplificativa della situazione drammatica è la storia di Flavio Campo, un disoccupato sessantenne che si è rivolto al Sunia per avere assistenza rispetto alla propria situazione.

«Vivo a Grosseto dal 2010 – spiega Campo e per 38 anni ho lavorato come impiegato di Trenitalia, facendo il pendolare con Torino. In seguito al peggioramento delle condizioni di salute della mia compagna, per garantirle l’assistenza ho perso il lavoro. Da quel momento ho cercato alternative, ottenendo due contratti a tempo determinato da ottobre 2020 a febbraio 2021. Poi, nonostante non abbia mai rifiutato alcun tipo di lavoro, non sono riuscito a trovare alternative. E quindi non ho più avuto la capacità di pagare l’affitto. Il mio proprietario di casa vuole vendere l’appartamento e così ha promosso l’azione per dichiararmi moroso, dopodiché nell’aprile del 2021 è arrivato lo sfratto esecutivo poi sospeso per il blocco delle procedure dovuto alla pandemia. Dal proimo gennaio di quest’anno il blocco è stato sospeso e martedì prossimo riceverò la visita di primo accesso da parte dell’ufficiale giudiziario, nel corso della quale proverò ad opporre allo sfratto le mie condizioni oggettive. La mia compagna per l’aggravarsi delle sue patologie non è in grado di lavorare. nè di svolgere in maniera autonoma molte funzioni.

Non abbiamo difficoltà a ridurre il nostro tenore di vita e a trasferirci in un appartamento più piccolo, ma, nonostante i miei reiterati tentativi, non trovo un lavoro che mi consenta di pagare un affitto. Abbiamo una dignità, siamo una famiglia come tante altre, e siamo sempre stati abituati ad essere autonomi e a sostenere le nostre spese. Ma ora non ce la facciamo più. Gli assistenti sociali si sono dati molto da fare, ma purtroppo il Coeso a Grosseto non ha strumenti per intervenire. Non vengono costruite case popolari da vent’anni, e molte devono essere ristrutturate. Noi non chiediamo l’elemosina ma il rispetto di un diritto sancito dalla Costituzione e da molti documenti. Siamo in difficoltà, ma determinati a renderci autonomi, abbiamo solo bisogno di un sostegno. E nelle nostre condizioni ci sono davvero in tanti».

Dopo la pandemia, con la ripresa delle esecuzioni degli sfratti, In Italia ci sono tra i 130 e i 150mila nuclei familiari che rischiano di rimanere in strada. impossibilitati a trovare nuove soluzioni anche per l’aumento dei canoni di affitto, le garanzie richieste impossibili da soddisfare e il recentissimo aumento delle utenze domestiche.

«Sono mesi che il Sunia batte inascoltato sull’allarme sociale creato dallo sblocco degli affitti – aggiunge Terribile -, la legge di bilancio di quest’anno ha deluso tutte le aspettative in materia di politiche abitative urgenti e indifferibili punto manca una indicazione precisa sul rifinanziamento del fondo di sostegno all’affitto e di quello per la morosità incolpevole. anche nel decreto legge 4/2022 in corso di conversione, resta quasi assente qualunque misura sulla locazione abitativa, sia in termini di incentivi e aiuti ai locatari, che in quelli di ristoro ai proprietari che accettino di rinegoziare i canoni e di graduare l’esecuzione dello sfratto, garantendo il passaggio da casa a casa alle famiglie sfrattate. Per questo chiediamo al Governo di approvare l’istituzione di cabine di regia che gestiscano le graduatorie delle esecuzioni. Di rifinanziare i fondi per il sostegno all’affitto e per la morosità incolpevoli con almeno 250 milioni di euro. Di destinare risorse ai Comuni per prendere in affitto o acquistare alloggi da assegnare agli sfrattati, determinando il canone in base alle condizioni di reddito. vista la situazione, e la bomba sociale innescata, non è più il momento di far finta di niente».

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