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Da una parte gli aiuti da spedire a chi in Ucraina ha perso tutto, dall’altra l’accoglienza per chi è riuscito a sfuggire dal teatro di guerra: Scansano non si volta dall’altra parte e si sta organizzando per l’arrivo dei profughi.
Un lavoro di squadra che vede coinvolti il sindaco Maria Bice Ginesi con tutta l’amministrazione comunale, il parroco Don Emanuele e le associazioni Auser e Pro Loco, da sempre attive sul territorio e che anche questa volta non hanno fatto mancare il loro apporto.
Per chi è rimasto in Ucraina
Oggi, sabato 5 marzo, sono partiti verso l’Ucraina i furgoni con i tanti pacchi donati dagli scansanesi e raccolti nei locali di Auser e delle Pro Loco: una risposta immediata e generosa all’appello lanciato nei giorni sorsi dalla numerosa comunità ucraina che da anni vive a Scansano, in gran parte donne impegnate nell’assistenza e collaborazione famigliare. Nel chiedere aiuto avevano stilato un elenco di prodotti di prima necessità: farmaci e presidi sanitari, alimenti a lunga scadenza e pronti al consumo. La Caritas italiana raccoglie offerte da girare a quella ucraina per sostenere le famiglie in difficoltà.
Per chi arriva
Ginesi e Don Emanuele stanno organizzando l’accoglienza. “Un gran numero di concittadini ha dimostrato la loro generosità offrendo case, donazioni e offerte. Dobbiamo prepararci perché nulla vada perso”, spiega il sindaco, che invita i concittadini a segnalare la propria disponibilità agli uffici del Comune (tel. 0564.509411 – e-mail protocollo@comune.scansano.gr.it).
Don Emanuele ha già fatto preparare i locali della canonica nella frazione di Pancole, pronta ad ospitare una famiglia di quattro persone: “Le stanze – spiega – sono state pulite, abbiamo comprato una lavatrice, sto cercando due divani letto per aumentare di due posti la capienza in caso di emergenza”.
Le informazioni pratiche
Molti saranno ricongiungimenti famigliari. “Gli arrivi – spiega Ginesi – vanno segnalati al Comune indicando le generalità e gli estremi di un documento di chi arriva: passaggio fondamentale per accedere ai servizi, prima di tutto quelli sanitari presso la Asl. Chi arriva dovrà osservare la quarantena e poi sottoporsi al tampone di controllo“.
La rete di sostegno
Arrivano persone fuggite da un tetro di guerra e dunque bisognose di tutto. In attesa di capire se dall’Unione europea e dal Governo arriveranno aiuti economici all’accoglienza come accadde per i migranti, chi non può accogliere potrà donare materiale o danaro. Il Comune farà sapere in che forma. La parrocchia raccoglierà offerte per tutta la quaresima. La Caritas allargherà ai profughi le consegne di pacchi alimentari e vestiario, già raddoppiate in paese a causa del Covid.
C’è chi – come Olga Malysheva – si offre per la mediazione linguistica. Ma a breve partirà anche – organizzato dal Cpia di Grosseto d’intesa con l’assessore alla cultura Irene Terzaroli – un corso di italiano per stranieri rivolto alle donne provenienti da Paesi extraeuropei: si terrà due giorni alla settimana, dalle 9 alle 12, in orario scolastico, così che le mamme siano libere dalla cura dei figli. Date e orari saranno comunicati al più presto.
Il Comune sta preparando anche un volantino di benvenuto – tradotto in ucraino – con le informazioni necessarie e i recapiti utili. Sarà consegnato a tutti coloro che arriveranno “nella speranza che trovino da noi la sicurezza e la serenità che gli hanno strappato nel loro Paese”.

