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Bevande alcoliche, la Cia: “Etichetta Nutriscore inaccettabile”

di Redazione
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Inaccettabile. Con questo termine Cia – Grosseto definisce l’ultima proposta di Serge Hercberg, uno degli ideatori del sistema di etichettatura Nutriscore, che ha chiesto di bollare, con una F nera perchè pericolose per la salute, tutte le bevande che contengono anche una minima quantità di alcol.

“Si tratta di un’etichetta che non informa, distorce la realtà e per questo la giudichiamo grave e lesiva per tutto il settore vitivinicolo – commenta il direttore Enrico Rabazzi -. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di un’etichettatura dei prodotti alimentari che doveva però essere chiara e oggettiva, finalizzata a informare il consumatore, ma mai a condizionare le scelte alimentari. Oggi questa ipotesi è davvero intollerabile; l’impressione è quella di voler criminalizzazione e non comunicare o far conoscere il prodotto. In questo caso specifico, quello del vino, non si fa una distinzione tra consumo moderato e abuso, ma si cancellano, con un solo colpo, anni di cultura, tradizione, qualità e valori”.

“Da sempre la Confederazione si è impegnata non a dare giudizi, ma piuttosto ha fatto del ‘regime alimentare corretto ed equilibrato’ una sua battaglia comunicativa. E’ infatti oramai accettato che non esistono cibi ‘buoni’ e cibi ‘cattivi’, ma ci sono diete salutari ed equilibrate e quelle dannose per la salute. Per questo siamo certi che il Nutriscore, anziché informare il cliente, creerà confusione e penalizzerà le eccellenze tipiche del Made in Italy; per questo motivo ribadiamo il nostro ‘no’ fermo e deciso a questa proposta. Riteniamo inoltre che un così semplicistico modo di catalogare anni di tradizione alimentare – aggiunge il direttore metterà inevitabilmente in discussione i valori anche della dieta mediterranea, patrimonio dell’Unesco proprio perché combina il corretto stile di vita con un’alimentazione sana e diversificata, basata su un legame unico con i territori, la loro cultura e le loro eccellenze“.

“Per questi motivi e per l’offesa che viene riservata alla nostra cultura agroalimentare e ai prodotti di qualità che da essa derivano, come Cia Grosseto, Cia Toscana e Cia mazionale ci stiamo attivando per prendere delle contro misure” conclude Rabazzi.

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