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Cinghiali, la Corte costituzionale dà il via libera agli abbattimenti: il plauso di Coldiretti

di Redazione
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Arriva il via libera all’abbattimento dei cinghiali che, con l’emergenza Covid, si sono moltiplicati in Italia raggiungendo i 2 milioni di esemplari che spadroneggiano in città e campagne, mettono a rischio la sicurezza delle persone, causano incidenti stradali con morti e feriti, devastano i raccolti e sono pericolosi diffusori di malattie come la peste suina.

La sentenza della Corte costituzionale permetterà di prendere parte alle operazioni di riduzione del numero degli animali selvatici anche ad agricoltori provvisti di tesserino di caccia, ad altri cacciatori abilitati, alle guardie venatorie e ambientali volontarie, alle guardie giurate, a patto che siano appositamente formati.

Nel pronunciarsi sul ricorso al Tar della Toscana di alcune associazioni ambientaliste, la suprema Corte ha riconosciuto che l’aumento dei cinghiali e la riduzione del personale incaricato di controllarli ha aumentato il rischio di danni alle coltivazioni agricole, ma anche alla stessa sicurezza dei cittadini, visto l’aumento degli incidenti stradali causati dai selvatici.

Da qui la decisione di procedere a un epocale cambio di direzione rispetto all’orientamento seguito negli ultimi quindici anni, che aveva portato a bocciare i provvedimenti assunti dalle varie Regioni che avevano aperto alla possibilità di ampliare l’elenco tassativo dei soggetti incaricati della caccia di selezione previsto dalla legge quadro.

“Accogliamo con grande soddisfazione il via libera all’abbattimento dei cinghiali. Nelle nostre campagne gli imprenditori sono ormai esasperati dai danni continui provocati dal passaggio degli ungulati – affermano il presidente e il direttore di Coldiretti Grosseto, Fabrizio Filippi e Pietro Greco, mentre per le strade e nelle città non è un evento raro trovarsi faccia a faccia con uno o più esemplari che scorrazzano indisturbati. In campagna è un continuo susseguirsi di segnalazioni, partendo dalle colture, che vengono completamente distrutte dal passaggio degli animali, mentre appezzamenti di terreno vengono scavati e solcati in modo irrimediabile, muretti a secco danneggiati e in alcuni casi rasi al suolo, boschi devastati, strade consortili e mulattiere rese impercorribili, pericolo di spiacevoli incontri nei giardini pubblici, sui sentieri dell’entroterra e sulle strade carrozzabili. Come Coldiretti Grosseto ci siamo più volte mobilitati sulla questione, chiedendo l’istituzione di un tavolo di confronto per dare risposte rapide in merito ai danni subiti dai nostri agricoltori e tentare di raggiungere una soluzione. E più volte abbiamo chiesto alla Regione Toscana di sbloccare gli indennizzi”.

Oltre 6 italiani su 10 (62%) – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – hanno paura dei cinghiali e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata da questi animali. Una situazione arrivata al limite, tanto che più di 8 italiani su 10 (81%) pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti incaricando personale specializzato per ridurne il numero.

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