Il sistema delle auto aziendali è un qualcosa che suscita in genere molto interesse e che si rivela in grado di smuovere gli animi dei possibili acquirenti: ma a chi è soggetto il mantenimento delle auto se si dovesse presentare un guasto? Oppure: chi paga il carburante delle vetture d’azienda?
È possibile detrarre l’IVA su queste ultime nel momento in cui sono acquistate ed utilizzate ai fini di attività professionali o d’impresa?
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento.
Come recita l’articolo 19-bis1 del D.P.R. 633/72 del 2018, che non è stato modificato per il 2019, viene mantenuta una detrazione dell’IVA al 40% rivolta a “tutti i veicoli a motore, diversi dai trattori agricoli o forestali, normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa autorizzata non supera i 3500 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto”.
Tale notizia è sicuramente incoraggiante sia per le imprese che per i professionisti italiani, potendo godere ancora (dal 2017) di questa agevolazione.
Per quanto riguarda le spese alle quali è possibile applicare la detrazione al 40% dell’IVA, sono incluse tutte quelle spese che vanno dall’acquisto, alla manutenzione, al carburante e persino ai lubrificanti.
A fruire della totale detrazione, (detraibilità dell’IVA al 100%), sono, ad esempio, quei veicoli industriali che possono godere di un utilizzo esclusivo. In realtà, come espresso dalla deroga alla norma, sono diverse le categorie di mezzi “privilegiati” per questo genere di servizio; si tratta delle vetture che rientrano fra i beni strumentali del soggetto passivo nell’esercizio della sua attività, i taxi, le auto che svolgono la funzione di scuola guida, i veicoli utilizzati per noleggio o leasing o quelli per l’utilizzo a fini commerciali.
Facendo un paragone fra i tre metodi di acquisizione dell’autovettura aziendale, ovvero acquisto, leasing e noleggio, quello sicuramente più vantaggioso fra tutti per l’utilizzatore, è il noleggio dell’auto a lungo termine, che consente di usufruire di un bene dai tre ai cinque anni pagando un canone, insieme al quale saranno incluse tutte le spese di mobilità, fra le quali vi sono: il cambio pneumatici, la manutenzione ordinaria e straordinaria, l’imposta di bollo e l’assicurazione.
La scelta tra questi tre metodi dipende chiaramente, non solo dagli aspetti fiscali, che hanno comunque un’importanza non indifferente, ma anche da quegli aspetti, per così dire, pratici e intrinseci del prodotto: la domanda migliore da anteporsi è sicuramente: “qual è l’auto che si rivela più consona all’azienda?”.
Si deve aggiungere che, riguardando all’elenco dei veicoli che possono fruire della detraibilità totale, alla voce “vetture che rientrano fra i beni strumentali” è adeguato inserire una postilla: caso particolare, facente parte di questa categoria, è l’auto concessa in uso al dipendente dietro pagamento di corrispettivo.
Ciò cosa comporta nello specifico? Comporta che l’imposta sarà integralmente detraibile, se l’azienda dovesse ascrivere a debito un corrispettivo per l’utilizzo privato del mezzo, con tanto di emissione di fattura con rivalsa IVA.
In tutto ciò, esistono veicoli esentati da detrazione (indetraibilità totale dell’IVA)? Ebbene sì: si tratta delle moto superiori a 350 cc.
Volendo quindi far luce su quelli che sono gli eventuali sistemi, per sfruttare al meglio la deducibilità fiscale delle autovetture aziendali, sono qui sotto riportati alcuni casi.
- L’autocarro N1, che rappresenta i cosiddetti “veicoli destinati al trasporto di cose e delle persone addette all’uso o al trasporto delle cose stesse” ( art. 54 c.1 lett. D, Codice della Strada). Rientrano in questa classe piccole station wagon, o piccoli suv che al loro interno prevedono l’inserimento di una paratia di separazione fra i sedili posteriori e il vano bagaglio con il mantenimento dei 4 o 5 posti.
- Fringe Benefit, che permette di concedere l’auto aziendale al personale e rappresenta un benefit soggetto a tassazione in busta paga e un costo detraibile per l’azienda (solitamente rivolto a dipendenti che si sono rivelati più meritevoli o che sono spesso soggetti a trasferte necessitando puntualmente dell’auto).
- Uso esclusivo, cioè l’utilizzo dell’autovettura da parte dell’azienda solamente per scopi lavorativi (un esempio per capire meglio: sono quelle vetture di rappresentanza usate nel periodo infrasettimanale per andare a prendere i clienti in stazione o aeroporto, ecc).
- Intestazione del veicolo ad uso personale, con la possibilità di eseguire un rimborso spese (tramite tabelle ACI, ecc) alla propria società.
Ciò detto, vanno chiarite alcune cose per non incappare “nell’illegalità”.
Per quanto riguarda gli autocarri N1, si possono usare sempre o ci sono delle restrizioni? Su questo punto vanno distinti Codice della Strada, secondo il quale è possibile circolare il sabato e la domenica, trasportando a bordo eventualmente un minore, se necessario (ad esempio se si deve accompagnare il proprio figlio a scuola prima di andare a lavoro) e leggi fiscali, secondo le quali si risulta a rischio di contestazione nel momento in cui, viaggiando per scopi personali (esempio, vacanza al mare) si viene fermati dalla Guardia di Finanza.
La Fringe Benefit, permette una detrazione dell’IVA fino al 70%, tuttavia non è applicabile all’amministratore (e ai soci) dell’azienda.
Soluzione che darà sicuramente un vantaggio, per chi sia interessato ad agevolazioni nella gestione delle fatture e dei pagamenti, è offerta dalla carta Soldo; la “fatturazione Soldo” rappresenta un sistema molto rapido di rendicontazione poiché le fatture saranno direttamente inviate dal benzinaio all’elaboratore.

