In programmazione a Grosseto – The Space Cinema
1983. Richard Sharp, skipper esperto, arriva a Tahiti dove conosce Tami Oldham Ashcraft. I due fanno subito amicizia, per poi fidanzarsi nel giro di pochi mesi. Il sogno più grande dei due ragazzi è quello di girare il mondo in barca. Richard racconta a Tami dei suoi viaggi in solitaria, di come sia difficile mantenere la calma in certe situazioni, di come inizino ad essere molto frequenti le allucinazioni, ma anche di quali emozioni uniche si provino.
Qualche giorno più tardi, viene offerto a Richard all’incarico di portare un veliero da Tahiti a San Diego e lui invita Tami ad accompagnarlo in questo viaggio. Inizialmemte la ragazza non è convinta dato che San Diego è la sua città natale, non ha voglia di “tornare a casa”, ma poi accetta.
Il primo giorno di viaggio lui le chiede se, una volta a San Diego, lo vorrà sposare, regalandole anche un anello da lui costruito e Tami, commossa ed emozionata, gli risponde di si.
I primi giorni di viaggio sembrano tranquilli, ma scoprono che l’Uragano Raymond si sta avvicinando. I due cercano di cambiare rotta, ma è tutto inutile: la tempesta li raggiunge.
Resta con me (titolo originale Adrift, “alla deriva”) è dichiarato come tratto da una storia vera. Quanto sia effettivamente così o quanto sia frutto di fantasia, rimane sfumato ed alla fine conta relativamente.
Il regista del film è Baltasar Kormákur, director e sceneggiatore islandese, sempre autore di prove che hanno ricevuto lusinghieri risultati al botteghino. Resta con me segue il filone catastrofico che Kormákur aveva già percorso con Everest.
La produzione ha scelto come protagonista Shailene Diann Woodley, la Amy di La vita segreta di una teenager americana, in seguito protagonista della versione cinematografica della trilogia di romanzi di Veronica Roth Divergent , Insurgent e Allegiant. Per lei anche una nomination all’Emmy per la miniserie Big Little Lies – Piccole grandi bugie. La Woodley ricompensa la fiducia con un’interpretazione molto buona, convincente in un ruolo non difficilissimo ma neanche banale. Decisamente dimenticabile la performance del coprotagonista Sam Claflin.
Resta con me sceglie una narrazione fatta di continui salti nel tempo, tra presente e flashback che, alternandosi, definiscono i due momenti diversi del film: da un lato (il presente) la drammatica catastrofe, dall’altro (i flashback) la vicenda amorosa dei due giovani adulti.
Il risultato è che, dopo i primi minuti, lo spettatore percepisce un certo mal di mare e non certo per l’uragano. Resta con me si segue male, soprattutto perché la frequenza dei balzi è tale che non si riesce ad entrare in sintonia né con il racconto, né con i personaggi. Impossibile l’empatia, che invece avrebbe avuto un ruolo di primaria importanza.
La storia d’amore, inoltre, rimane appena pennellata, con accenti da love story adolescenziale che mal si coniuga con l’età dei protagonisti.
Resta un film ben girato, dalle ambientazioni suggestive, ed una storia tutto sommato interessante. Peccato che tutto ciò si perda in una mediocrità complessiva che vanifica quanto di buono si poteva prevedere.
Ci sono film ben peggiori di Resta con me, che alla fine potrà soddisfare gli spettatori meno pretenziosi e forse più distratti, capaci di guardare questa pellicola con un po’ di distacco. La potenzialità di questo lavoro, tuttavia, è finita proprio “alla deriva”.

