È piuttosto impressionante realizzare che un terzo della nostra vita la passiamo a dormire. In pratica al raggiungimento dei 60 anni, ne avremo passati 20 dormendo. Qualcuno potrebbe considerarla una ‘perdita di tempo’ e invece dormire a sufficienza è una necessità tale per il nostro organismo che non dovremmo mai rinunciarci.
Per varie ragioni ci sono fasi della vita in cui è impossibile dormire come vorremmo, ma il problema moderno è che buona parte delle persone hanno una pessima qualità del sonno sempre. Sembra che siano 27 milioni di italiani ad avere un problema transitorio di insonnia, almeno 9 di loro ne soffrono cronicamente e circa la metà deve ricorrere ai sonniferi. Riposare bene e a sufficienza dovrebbe essere una regola e non un’eccezione. A differenza di quello che pensano molti, non è tanto importante quanto si dorme, ma come lo si fa.
Il sonno ristoratore è quello che hanno di solito bambini e adolescenti, quando dormono di fila per le ore di cui hanno bisogno e si svegliano con la carica massima.
Gli adulti invece tendono ad addormentarsi con difficoltà, ad avere frequenti risvegli, ad aprire gli occhi molti prima del momento di alzarsi e a iniziare la giornata spenti e con poche energie.
A livello fisico infatti un riposo notturno inadeguato provoca affaticamento, sonnolenza, attenuazione della concentrazione e irritabilità e, alla lunga, si potrebbero anche presentare disturbi ansiosi o di depressione.
La cattiva qualità del sonno, anche quando cronica e se è secondaria a disturbi come la fibromialgia, può essere trattata, non è incurabile. Questi qui sotto sono consigli che chiunque può seguire per riuscire a dormire meglio.
Alcuni accorgimenti alimentari sono la prima cosa a fare una grande differenza. Mangiare la sera carboidrati, pasti pesanti o anche solo troppo vicino all’orario in cui si va a dormire può ostacolare il momento in cui il corpo deve prepararsi a rilassarsi e questo perché è troppo occupato nella digestione. È consigliato preparare l’ultimo pasto della giornata circa 3 ore prima di andare a letto, consumando magari grassi ‘sani’ come il pesce accompagnato da verdure.
Inoltre sarebbe sempre bene evitare sia alcolici che sostanze stimolanti la sera. Tutti sanno che la caffeina può ostacolare il sonno, ma quanti sono consapevoli che l’alcol, anche se apparentemente dà sonnolenza, è invece capace di provocare un sonno molto agitato e poco ristoratore?
Un discorso diverso invece va fatto per la cannabis è più precisamente per il cannabidiolo, o CBD. Il CBD è uno dei principi attivi della marijuana, quello che non dà effetti psicoattivi e quindi non fa ‘sballare’. Ha però la capacità di ridurre l’ansia e, secondo quanto riportato su https://cbdinfo.it/olio-di-cbd-e-disturbi-del-sonno/, può migliorare il ciclo del sonno profondo e si è dimostrato molto utile in chi ha problemi di insonnia o simili.
L’attività fisica, che è importante per migliorare la qualità del sonno avendo un effetto antistress, dovrebbe però essere eseguita prima delle 17 del pomeriggio. Secondo l’orologio biologico infatti, il nostro organismo comincia a prepararsi per dormire tra le 18 e le 20. Fare sport in quell’orario o peggio successivamente, provoca un’innaturale reazione del cervello e del corpo che dopo potrebbero faticare per ritrovare la fase di rilassamento.
Adottare alcuni accorgimenti nelle proprie abitudini può aiutare notevolmente chi ha problemi ad addormentarsi. Andare a dormire più o meno alla stessa ora, usare luci basse per non ostacolare il lavoro della melatonina e stare lontani dai dispositivi mobili dando la preferenza a un buon libro prima di spegnere la luce, sono abitudini sane che ognuno di noi dovrebbe seguire. Infine è bene sapere che, per combattere la stanchezza e aiutare il cervello a riposarsi, fare un pisolino pomeridiano è benefico, soprattutto se si è passata una notte insonne. È un’abitudine sana anche se non dovrebbe mai superare i 45 minuti di durata.

