Alle 19 di domenica primo luglio – leggermente sfiancati dal poderoso principe degli anticicloni africani di quest’estate duemiladiciotto che avanza e si fa assaggiare: Caron[te] dimonio, con occhi di bragia – si ritrova un nugolo di persone a Capalbio, in piazza Giordano – leggendario medico del paese: un’istituzione mai dimenticata – dove c’è anche la discussa, perché da taluni non digerita esteticamente, Nanà Fontaine di Niki de Saint Phalle.
Gli astanti si sono ritrovati per camminare. Perché? Per camminare con Daniele per Davide.
Davide è un bambino affetto da tetraparesi spastica. Si sta curando e i miglioramenti ci sono, solo che le cure sono parecchio costose. Per sostenerlo Daniele decide di raccogliere fondi camminando da Venzone – dove i due giovani vivono – a Santiago de Compostela, 2200 chilometri, documentando man mano luoghi, incontri e spostamenti sulla pagine Facebook “Io cammino per Davide”.
E così, per sostenere Daniele, il Gruppo Sentieri Capalbio – una propaggine dell’associazione La Racchetta, da anni impegnata nell’antincendio e protezione civile, che si occupa di riscoperta del territorio e creazione di una rete percorsi secondari – ha guidato e organizzato una passeggiata, nel proprio comune, per camminare idealmente per Davide.
Il sentiero percorso, partendo da piazza Giordano, proprio alle porte del paese vecchio e del centro storico, è poi sceso serpeggiando dolcemente tra oliveti secolari, lecci monumentali e i così struggenti paesaggi maremmani al tramonto. Risalendo il declivio, la camminata è giunta all’anfiteatro di Capalbio, dove ad aspettarla c’erano pantagrueliche tavolate di cibi, tutti rigorosamente offerti, donati. Una stupenda esperienza da imitare.

